Mettete insieme due infermiere, amiche dai tempi dell’università. Mettete insieme due occupazioni da turniste. Aggiungete poi il fatto che una delle due lavora in un posto di disadattati mentali e che per un soffio non si è vista le ferie bruciare davanti ai suoi occhi perché la responsabile delle risorse umane non ha voglia di fare il suo lavoro e quindi fare colloqui per assumere persone in più per coprire i turni. Mescolate tutte queste cose e otterrete una vacanza di sei giorni all’insegna dell’ignoranza, dei cibi-porcheria e di tanto ma tanto sole.
Questo vuole essere un resoconto della nostra vacanza, corredato di foto. È una cosa che non ho mai scritto, ma siccome per quest’anno ho in programma qualche viaggio interessante, vorrei provare a raccontarvi quello che vedo.
La scelta della meta non è stata troppo difficile: le opzioni erano due e vista la nostra estrema pigrizia abbiamo scelto quella che ci ha proposto nel più breve tempo possibile un hotel a poco prezzo, in un bel posto, abbastanza facile da raggiungere (perchè saremmo anche brave con aghi e pastiglie, ma la geografia non è proprio una nostra amica).
Abbiamo optato quindi per Baska (Croazia, l’ultimo paesino dell’isola di Krk) complici anche i miei genitori che, essendoci già stati, ci hanno deliziate con dei resoconti più che entusiastici.
La partenza era prevista per lunedì mattina all’una di notte. Ma grazie al cielo e alla stanchezza di entrambe, abbiamo posticipato l’orario alle quattro (per fortuna aggiungerei visto che alle 6 ci eravamo già perse e mio padre per un caso fortuito era già sveglio quindi ci ha potute aiutare). Insomma, il problema di fondo del viaggio in macchina era evitare la tanto temuta autostrada della Slovenia per la quale serve il bollino. La suddetta strada è stato l’incubo peggiore della mia compagna di viaggio che ha passato l’intero tragitto dell’andata a domandarmi se l’avevamo evitata, se ero riuscita a imboccare la strada statale e se era vero che rischiavamo l’espatrio in Burundi se anche solo avessimo messo una ruota in quella stramaledetta autostrada.
Alla fine in Croazia ci siamo arrivate senza problemi e ad un orario più che accettabile. Alle dieci e trenta abbiamo messo piede in hotel e ci han consegnato le chiavi della stanza. Il nostro primo problema è stato quello di dover cambiare gli euro in Kune: prima di farvi cambiare dei soldi accertatevi che il cambio sia accettabile e soprattutto senza commissioni. La scelta migliore è sempre quella di recarsi in banca (a Baska era situata proprio dietro al nostro hotel, Corinthia). Non fidatevi dei baracchini perché cercheranno sempre di spillarvi qualche euro in più e soprattutto non ascoltate i vostri amici impazienti che al primo cartello di exchange vi obbligheranno ad entrarci. Perseverate nella ricerca o in extremis recatevi in un infopoint che saprà indicarvi la banca più vicina.
La prima giornata l’abbiamo trascorsa esplorando il paese e nella piscina dell’hotel perché troppo stanche per recarci in spiaggia a litigare per uno straccio di posto.

Mercoledì invece abbiamo deciso di affittare l’ombrellone per la bellezza di ottanta kune (circa dieci euro, cinque a testa. Mica male vero?). così io mi sono potuta nascondere all’ombra con la comodità della sdraio.
Anche in questa spiaggia non c’erano gli ombrelloni, perciò mi sono adattata utilizzando un normalissimo ombrello da pioggia. Inutile dirvi quanti sguardi perplessi ho ricevuto, ma almeno mi sono un minimo riparata.
Per quanto riguarda i ristoranti non posso dirvi granché perché avendo la mezza pensione, facevamo colazione e cena abbastanza abbondanti in hotel e pranzo a spiluccavamo qualcosa in spiaggia senza troppe pretese.

Vai in vacanza e vuoi non portare dei souvenir? Ebbene vista la nostra estrema indecisione, ci siamo ritrovate ogni sera a percorrere la stessa strada, a visitare i medesimi negozi e a guardare le sempre le stesse cose. Alla fine abbiamo deciso di svaligiare un banchetto che vendeva tutti cosmetici fatti con la lavanda, dalle creme corpo, ai saponi, ai burricacao. Le fragranze erano buonissime e in più la commessa era davvero carina e gentile. Alla fine ci ha viste talmente tante volte che ci ha donato un sacchettino pieno di lavanda profumatissima. Non abbiamo trovato niente di tipico a parte i mille stand del miele, per il resto solo braccialetti, collane e gingilli vari che si trovano in ogni posto di mare con un minimo di turismo.
Una piccola menzione la merita anche l’hotel Corinthia e i suoi dipendenti: tutti molto gentili, il posto molto pulito e accogliente e il cibo buono considerando che è una struttura a tre stelle. Sicuramente le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte e non posso che essere felice di questa vacanza.
Fun fact: se andate a Rimini o in qualsiasi altra spiaggia in Italia troverete sempre qualche strambo personaggio che cerca di vendervi l’ultimissima Louis Vuitton ad un prezzo stracciato o il simpaticissimo omino del cocco bello. Ecco no. In Croazia non troverete nessuno di questi due soggetti, bensì, se siete fortunati, troverete il signore che vende popcorn e bomboloni alla crema. Ci sono anche simpaticissime persone che vi propongono delle escursioni da fare in altre isole oppure al parco nazionale dei laghi di Plitvice (che era una delle cose che più volevo visitare durante queste vacanze e ovviamente non ci siamo andate).
Durante queste vacanze all’insegna del relax ho letto principalmente il racconto dell’ancella (sconvolgente quanto bello) e ho iniziato Roderick Duddle di Michele Mari che sto adorando tantissimo.
Spero che questo resoconto della mia settimana in Croazia vi sia piaciuto e, se ne volete altri, fatemelo sapere perché per fine agosto ho in programma un paio di giorni a Monaco e a novembre un bel viaggio in America.
Per il momento vi saluto.
Con affetto,
M.
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