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mercoledì 18 febbraio 2015

Le Letture di Cerrie #39 Anna Karenina di Lev Tolstoij

Buongiorno a tutti!
Eccoci qui con la recensione di Anna Karenina.
Come potete notare, nella barra laterale a destra, ho inserito il sondaggio per scegliere il prossimo libro da leggere per il READING CLASSICS. Se avete altro da proporre, fatemelo sapere qui sotto così posso aggiungerlo alla lista.
Scusate per questi giorni di completa assenza, ma il lavoro mi ha completamente risucchiata.
TRAMA
Centro della vicenda è la tragica passione di Anna, sposata senza amore a un alto funzionario, per il brillante ma superficiale Vronskij. Parallelo a questo amore infelice è quello felice di Kitty per Levin, un personaggio scontroso e tormentato al quale Tolstoj ha fornito i propri tratti. "In Anna Karenina è rappresentata - scrive Natalia Ginzburg - la colpa come ostacolo, anzi come barriera invalicabile al raggiungimento della felicità." Tra i primi lettori il libro ebbe Dostoevskij che così ne scrisse: "Anna Karenina è un'opera d'arte assolutamente perfetta. Vi è in questo romanzo una parola umana non ancora intesa in Europa... e che pure sarebbe necessaria ai popoli d'Occidente."



RECENSIONE
Perdonatemi il ritardo con cui pubblico questa recensione, ma ogni volta che aprivo la pagina di Word non trovavo mai le parole adatte per parlarvi di questo capolavoro e immancabilmente mi trovavo a rimandare l’inevitabile. Oggi finalmente mi sono decisa e ho cercato di mettere insieme le mie idee molto confuse e scrivere qualcosa di decente per farvi capire quanto mi sia piaciuto questo romanzo.
La trama è stata già ampiamente narrata nei vari recap del gruppo di lettura, vi rimando ad essi se volete sapere qualcosa in più a riguardo.
Oggi voglio fare qualcosa di diverso dalla solita recensione: colgo l’occasione per fare un confronto con il film che ho visto una settimana fa e che non mi è piaciuto per niente. Il film si apre con un vero e proprio teatro che sarà poi il collante che terrà unite tutte le varie vicende narrate, proprio come se fosse rappresentazione teatrale. Questo espediente potrebbe anche essere un simbolo per rappresentare la falsità che si cela dietro i comportamenti dei diversi personaggi, tuttavia io non l’ho apprezzato, anzi mi ha irritata e non mi ha fatto godere la visione. Un altro punto a sfavore del film è Anna: nel libro è impossibile non amarla, ci si immedesima nel suo personaggio, la si capisce perché per noi è molto più semplice ammettere di non amare una persona, ma di provare questo sentimento per un altro. Il divorzio è all’ordine del giorno in questi anni, quindi non riteniamo sia uno scandalo se una moglie decide di lasciare il marito. La Anna di Tolstoj è una donna forte, che non si piega al volere della società e che cerca in tutti i modi di non far pesare quel giudizio tanto osceno che le è stato assegnato dopo che ha reso nota la sua relazione con Vronskij.
La Anna del grande schermo è tutta un’altra storia: forse Keira Knightley non era la persona adatta per interpretare un personaggio di tale importanza, infatti secondo me è stato completamente sminuito. Non aveva quell’importanza, quell’eleganza, quel fascino misterioso che ci viene descritto da Tolstoj; era semplicemente una donna aristocratica russa che tutti rispettano per il suo matrimonio con Karenin.
Il gesto estremo che compirà Anna sembrerà dettato solamente dal peso della gelosia: infatti l’ultima immagine che ci viene concessa di Anna è quella di una donna disperata che, pur di non sopportare l’idea del suo amante con un’altra donna, si uccide sotto ad un treno. In realtà il movente che l’ha portata a ciò non è solamente questo: ciò che l’ha spinta è soprattutto il fatto di non riuscire più a sopportare il peso del giudizio delle persone, il fatto di non poter vivere una vita normale insieme a suo figlio, di non poter essere in buoni rapporti con Karenin e di essere additata come una sgualdrina.
Keira Knightley è brava a fare la pazza: la sua Anna sembra appunto una psicopatica corrosa dalla gelosia nei confronti del suo amante che non passa tutto il tempo in sua compagnia.
Poco da dire sul conte Vronskij: solo mi è parso un po’ troppo bambino, troppo poco virile per interpretare l’uomo che ha fatto crollare il mondo finto dell’aristocratica Anna a favore di un castello di sabbia pronto a cedere al primo soffio di vento. Di lui non vediamo nemmeno l’ombra in quella che dovrebbe essere la rappresentazione della parte ottava, ossia il post suicidio. Chi non ha letto il libro non saprà che fine fa e che cosa farà dopo la morte della sua amata.
In generale il film non mi è piaciuto anche perché è troppo confusionario. Alcuni personaggi sembrano inseriti solo perché di dovere, non ci viene spiegato la loro vera funzione: un esempio lampante è Levin. Lui si pensa essere l’alter ego di Tolstoj stesso, nel libro ha un suo peso, compirà un viaggio verso la riscoperta della propria fede perduta anche grazie al suo matrimonio con Kitty. Nel film invece sembra solamente un ragazzino, rifiutato dalla ragazza che ama, che si rifugia in campagna per fuggire dall’umiliazione.
Tutti i personaggi della trasposizione cinematografica non hanno minimamente l’impronta di quelli di Tolstoj, nessuno di loro riesce a trasmettere tutto ciò che caratterizza i veri protagonisti di questa storia.
Forse il personaggio più simile a quello del romanzo è proprio il marito di Anna, Karenin: entrambi sono molto rigidi e fieri, sono dediti al lavoro e alla famiglia quasi fossero degli obblighi imposti, sembra che non provino amore né per Anna né tantomeno per Sereza. Accettare il divorzio vorrebbe dire macchiare la propria immagine di uomo politico ed essere ricordato per sempre come l’uomo che è stato tradito da una donna. Forse questo è l’unico personaggio che trasmette quella psicologia che permea anche il Karenin del romanzo, infatti non possiamo fare a meno di odiarlo un pochino, almeno quanto abbiamo odiato l’Aleksej del libro.
Tutti gli altri assolutamente bocciati: Stiva è solamente un uomo che cede alle tentazioni, Dolly una donna che perdona il marito pur di non rinunciare alla bella vita, Kitty, depressa prima per la perdita di Vronskij, si getta tra le braccia di Levin come se fosse un ripiego, Levin uno zerbino fatto uomo.
Forse sono stata un po’ troppo dura nei confronti del romanzo, ma il libro mi è piaciuto troppo e non posso sopportare l’idea che dei personaggi tanto complessi siano stati banalizzati sul grande schermo. L’unica cosa che posso dirvi è LEGGETE IL ROMANZO.
★★★★★
- Outstanding! -

Per oggi è tutto ragazzi!
Con affetto,

C.

lunedì 2 febbraio 2015

READING CLASSIC || RECAP 8° TAPPA


Buongiorno a tutti!
Per una buona volta sono puntuale con il recap. Scusatemi tanto per l’assenza di questi giorni, avrei alcune recensioni da pubblicare (o meglio, scrivere), ma il lavoro mi sta risucchiando parecchie energie e quando sono a casa, la voglia di mettermi al pc a scrivere è pari a zero.
Innanzitutto vorrei ringraziare Eliza Wing e Siannalyn che hanno partecipato con costanza al gruppo di lettura: grazie ragazze per avermi accompagnata nella lettura di questo big book, ci faccio i complimenti perché siamo arrivate alla fine ancora tutte intere.
Il libro comunque mi è piaciuto molto, nonostante in alcune parti risulti un po’ appesantito dalle riflessioni di Tolstoj. Sicuramente ve ne parlerò meglio in una recensione.

Breve riepilogo
L'ottava parte narra le vicende successive alla morte di Anna: Stiva ottiene il lavoro che voleva; Karenin ottiene in custodia Annie; alcuni volontari russi, tra cui Vronskij, che non ha intenzione di tornare, partono per aiutare la rivolta serba contro i turchi, scoppiata nel 1877; infine nelle gioie e nei timori della paternità, Levin scopre la fede in Dio.

Il mio pensiero
Capitolo conclusivo di questo mastodontico capolavoro di 1024 pagine. Ci troviamo qualche tempo dopo il suicidio di Anna: a risentirne maggiormente è Vronskij che decide di partire per la Serbia e aiutare i connazionali a controllare le rivolte. Stiva, nonostante un primo momento in cui si addolora per la perdita della sorella, successivamente riesce a riprendere in mano la sua vita e ottenere così il lavoro dei suoi sogni.
Come possiamo notare, Anna non è altro che una pedina di questo immenso romanzo: tutta la storia non è incentrata su un personaggio, bensì sulle reazioni che i suoi comportamenti scatenano negli altri. Quella donna che ha distrutto un matrimonio per un altro uomo. Il fatto che abbia compiuto adulterio alla luce del sole senza vergognarsene. Avere addirittura una figlia (la custodia della quale verrà assegnata a Karenin) da questo uomo. Tutto ciò non ha fatto altro che provocare l’indignazione della società russa troppo ligia alle regole e troppo devota al matrimonio per considerare il divorzio anche solo una scelta plausibile per porre fine alle sofferenze di una donna la quale era stata obbligata a sposare un uomo che non ama.
Sono contenta di aver organizzato questo Gruppo di Lettura anche se sono state poche le persone che hanno partecipato. Ciò che mi preme dire però è che grazie a questo libro ho appreso tanto nei confronti della società russa dell’ottocento. Quella società di divieti, di falsità e di matrimoni combinati e che difficilmente riusciamo a comprendere al giorno d’oggi.
Per oggi è tutto! fatemi sapere voi cosa ne pensate!
Con affetto,
C.


mercoledì 28 gennaio 2015

READING CLASSIC || RECAP 7° TAPPA


Salve a tutti lettori! Come state trascorrendo queste giornate? Io continuo a lavorare e sono sempre più fiera di me stessa. Giusto lunedì ho scoperto che mi hanno assunta a tempo indeterminato part-time: sono contentissima!
Ora bando alle ciance, vi lascio il recap della settima parte di Anna Karenina.
P.S.: scusate il ritardo, ma oggi pomeriggio ho dovuto fare ripetizioni! 

Breve riepilogo

I Levin sono a Mosca per il parto di Kitty che dà alla luce un bambino. Stiva, mentre cerca l'appoggio di Karenin per un nuovo lavoro, gli chiede nuovamente di divorziare da Anna. Oramai le decisioni di Karenin sono guidate da una sorta di chiaroveggente, raccomandato da Lidija Ivanovna, che gli consiglia di rifiutare il suggerimento di Stiva. La relazione tra Anna e Vronskij inizia a essere sempre più tesa, dominata dal risentimento provocato da un'ingiustificata ed esasperata gelosia da parte della donna. I due decidono di tornare in campagna, ma Anna, mentre Vronskij si trova fuori, in uno stato di forte confusione e avversione verso tutto ciò che la circonda, va prima a trovare Dolly e Kitty, quindi, secondo una struttura circolare che riconduce alla prima parte, si suicida lanciandosi sotto un treno. Per l'idea del violento suicidio di Anna, Tolstoj si ispirò a un fatto di cronaca accaduto il 4 gennaio 1872 nei pressi della sua abitazione, quando una donna di nome Anna Stepanovna Pirogova si suicidò alla stessa maniera nella stazione di Jasenki della ferrovia Mosca-Kursk.

Il mio pensiero
Diciamo che questo è uno dei capitoli clou dell’intero romanzo. Le luci del riflettore sono puntate tutte su Anna: suo marito non le concede il divorzio e lei trascorre le sue giornate con una bambina inglese sulla quale riversa tutte le sue attenzioni e la gelosia nei confronti di Vronskij che continua ad aumentare.
Quell’infatuazione che li ha colpiti al ballo di Kitty, ormai non c’è più. Era mossa dal gusto del proibito, dell’andare contro le regole in una società che vive esclusivamente tramite un rigido sistema.
Tutto in quel sistema è falso: il fatto che si parli e si insegni il francese, al posto di valorizzare la lingua madre. Il fatto che una donna venga additata come donna dai facili costumi se chiede il divorzio dal marito, solo perché l‘ha fatto alla luce del sole e non ha tenuto i suoi sentimenti in ombra. Ha avuto il coraggio di essere sincera e ha anche avuto il coraggio di compiere un gesto estremo pur di porre fine alle sue sofferenze.
Io credo di ammirare il personaggio di Anna. La preferisco sicuramente a Dolly che ha preferito la sua immagine alla dignità propria dell’essere donna, ossia di meritare un uomo che la ami con tutto se stesso e che non ricorra a mezzucci pur di divertirsi.
Il destino di Anna ci era già chiaro dall’inizio del romanzo: ci viene presentata come una figura eterea, quasi senza vita, legata indissolubilmente a quell’ufficiale governativo che non la ama. La passione che la travolge la costringe ad abbandonare la sua vita, gesto che si dimostrerà autodistruttivo soprattutto per la logorante gelosia che la divora.
 Per oggi è tutto! fatemi sapere voi cosa ne pensate! Approvate il gesto di Anna?
Con affetto,

C.

mercoledì 21 gennaio 2015

READING CLASSIC || RECAP 6° TAPPA


Buonasera a tutti!
Scusate il ritardo con cui pubblico questo recap, ma come alcuni di voi sanno ho iniziato a lavorare e mi rimane poco tempo da dedicare alla lettura. Comunque sia poco fa ho terminato di leggere la sesta parte quindi eccomi qui!

Breve riepilogo

Dolly si reca da Anna e, su richiesta di Vronskij, le chiede di cercare di divorziare da Karenin. Ancora una volta, le parole di Dolly sembrano non sortire alcun effetto, ma quando Vronskij parte per alcuni giorni, la noia e il sospetto convincono Anna della necessità di un matrimonio con lui: scrive a Karenin e parte con Vronskij per Mosca.

Il mio pensiero
Diciamo che gli avvenimenti sono molti di più rispetto a quelli riassunti in tre righe da Wikipedia. Prima di narrare di Anna e Vronskij, Tolstoj di racconta di quanto accade in campagna: Kitty è incinta e la madre vuole far si che partorisca a Mosca. Intanto Levin con Stiva e un nuovo compagno, Veslovskij, vanno a caccia. Prima della partenza Levin è Kitty hanno avuto una discussione riguardante i comportamenti del nuovo arrivato nei confronti di Kitty stessa: Levin li interpretava come un modo per attirare l’attenzione di Kitty, mentre lei, che ha occhi solo per Levin, non ci ha visto nulla di male.
Sembra proprio che la gelosia sia uno dei temi centrali di tutto il romanzo: prima tra Anna e suo marito, poi Anna e Vronskij e successivamente Kitty e Levin.
Dolly intanto si reca da Anna, che le fa conoscere la figlia, per la quale non nutre l’amore che dovrebbe legare una madre alla propria figlia (tant’è che, quando si recano nella sala giochi, Anna stessa dice di sentirsi un estranea in quella stanza). Anna nasconde la propria infelicità dietro progetti di edilizia e dietro chili di libri divorati nell’attesa che il marito ritorni dalle elezioni del distretto. È chiaro come Anna stessa faccia dipendere la propria felicità dalla presenza dell’uomo che ama, senza rendersi conto che essa potrebbe nascere anche da qualcos’altro, come potrebbe essere instaurare un rapporto con la propria figlia.
Scusate per il commento penoso, ma tra qualche minuto devo andare a prepararmi per andare a mangiare la pizza con i miei colleghi (fa strano dire colleghi, ma è così).
Spero di essere puntuale a pubblicare il recap della settima parte, mi impegnerò al massimo per farvelo leggere lunedì come da programma!
Per oggi è tutto! Fatemi sapere voi cosa ne pensate! 
Con affetto,
C.

lunedì 12 gennaio 2015

READING CLASSIC || RECAP 5° TAPPA


Buongiorno a tutti!
Eccoci qui con il consueto incontro del lunedì per discutere di Anna Karenina! Oggi per me sarà una giornata un po’ movimentata quindi non so quando riuscirò a rispondere ai vostri commenti (se ce ne saranno). Comunque sia, sappiate che li leggerò tutti e che appena avrò un attimo di respiro vi risponderò!
Vi lascio qui di seguito i link ai recap precedenti:

Breve riepilogo

Levin e Kitty si sposano. Pochi mesi dopo, Levin scopre che suo fratello Nikolaj sta morendo. La coppia si reca dal moribondo, di cui Kitty si occupa fino alla morte, scoprendo nel frattempo di essere incinta. In Europa, Vronskij e Anna fanno molta fatica a trovare degli amici che li accettino, continuando a dedicarsi a passatempi, finché non tornano in Russia. Karenin è consolato e influenzato dalla contessa Lidija Ivanovna, di lui innamorata, entusiasta della religione e delle credenze mistiche di moda nelle classi sociali più elevate, che gli consiglia di tenere Serëža lontano dalla madre. Anna riesce lo stesso a fargli visita il giorno del suo compleanno, ma è scoperta da Karenin, che aveva detto a Serëža che Anna era morta. Poco dopo, lei e Vronskij partono per la campagna.

Il mio pensiero
Capì che lei ormai non gli era semplicemente vicina, ma che lui non sapeva dove finiva lei e cominciava lui.
In questa parte vediamo distinguersi nettamente le due storie d’amore che ormai ci accompagnano da quasi inizio romanzo, ossia quella nata tra Levin e Kitty e l’altra che vede protagonisti Anna e Vronskij.
Se la prima si presenta solida e onesta, non possiamo dire lo stesso della seconda: Anna e Vronskij sono soliti dubitare l’uno dell’altra, convinti che l’altro abbia inferto una qualche forma di tradimento nei confronti della controparte. Si può vedere come questo tipo di amore non sia assolutamente salutare, soprattutto per Anna che è costretta a sopportare le ingiustizie di buona parte dell’alta borghesia russa che la accusa di aver lasciato marito e figlio solo per puro divertimento (anche se è lei stessa a recarsi a teatro ben conscia di quello che potrebbero dire le altre persone presenti).
Infatti Anna inizia già a mostrare i primi segni di cedimento: accusa Vronskij di non amarla tanto quanto lei ama lui, lo tratta con sufficienza poiché crede che lui non voglia passare del tempo con lei. Insomma, si tratta di quei comportamenti che minano un rapporto e che lo porteranno inevitabilmente sull’orlo del precipizio. Secondo Anna, l’unica soluzione per risolvere tutti questi problemi di gelosie e ansie è quello di portare avanti le pratiche per il divorzio e sposarsi con Vronskij.
Mi è piaciuta tantissimo la parte riguardante Sereza: come i suoi pensieri fossero costantemente rivolti alla madre, quanto la ami incondizionatamente, nonostante lo abbia lasciato in balia di un padre non proprio gentile nei suoi confronti. Ho gioito insieme a lui quando Anna gli ha fatto visita il giorno del suo compleanno.
Da questo possiamo dedurre che l’amore che unisce madre e figlio sia un legame indissolubile, che nemmeno la morte (o l’idea di essa) può sciogliere. Esso continuerà ad essere vivo, continuerà ad ardere nel cuore del bambino che non perde la speranza e continua a cercare la propria mamma negli sguardi di tutte le passanti che le assomigliano.
Fatemi sapere voi cosa ne pensate di questa quinta parte!
Per oggi è tutto!
Con affetto,
C.

lunedì 5 gennaio 2015

READING CLASSIC || RECAP 4° TAPPA


Buongiorno a tutti!
Eccoci qui con il recap della quarta parte di questo gruppo di lettura! Siamo a metà e mi sento in dovere di esprimere un giudizio a riguardo: nonostante gli iscritti non siano stati moltissimi, io mi sono divertita tanto ad organizzarlo e ho anche avuto l’occasione di leggere un libro che non credo avrei affrontato da sola. Quindi si, credo che tra marzo e aprile ne organizzerò un altro.. se l’idea vi può interessare, stay tuned!
Qui di seguito vi lascio il link alle puntate precedenti:

Breve riepilogo
Karenin inizia a trovare la situazione intollerabile e comincia a valutare la possibilità di divorziare. Il fratello di Anna, Stiva, cerca di dissuaderlo, invitandolo a parlarne con Dolly. Quest'ultima iniziativa sembra di nuovo non sortire alcun effetto, ma Karenin cambia idea dopo aver saputo che Anna sta morendo per complicazioni dovute al parto. Al suo capezzale, Karenin perdona Vronskij, che cerca di suicidarsi per il rimorso. Anna comunque migliora, e chiama sua figlia Anna ("Annie"). Stiva ora cerca di far divorziare Karenin. Vronskij in un primo tempo decide di fuggire a Tashkent, ma cambia idea dopo aver visto Anna e insieme decidono di partire per l'Europa, senza aver ottenuto il divorzio. Molto più immediato è il risultato degli sforzi di Stiva per combinare un incontro con Levin e Kitty: i due si riconciliano e si fidanzano.
               
Il mio pensiero
Non appena fu uscita, dei passi leggeri svelti svelti echeggiarono sul parquet, e la sua felicità, la sua vita, lui stesso – la parte migliore di se stesso, ciò che aveva cercato e desiderato così a lungo -, presto presto si stava avvicinando a lui. Lei non camminava, ma gli correva incontro sospinta da una forza invisibile.
Lui vedeva soltanto i suoi occhi limpidi, sinceri, spaventati da quella stessa gioia d’amore, di cui anche il suo cuore traboccava. Questi occhi rilucevano sempre più vicini, più vicini, accecandolo con la loro luce amorosa. Gli si fermò accanto, sfiorandolo. Le sue braccia si alzarono e si abbassarono sulle spalle di lui.
Lei fece tutto quel che poteva: corse incontro a lui, e gli si abbandonò completamente, trepida e contenta. Lui l’abbracciò e premette le labbra sulla bocca di lei, che cercava il suo bacio.

Le vicende narrate in questa terza parte ruotano tutte attorno ai due principali amori: quello tra Kitty e Levin e quello che riguarda il triangolo Anna, suo marito e Vronskij.
Nella scorsa parte, il marito di Anna (ancora una volta, mi rifiuto di scrivere il suo nome…) aveva deciso di scartare l’idea del divorzio poiché dannosa per la sua immagine. Tuttavia, dopo che aveva fatto giurare ad Anna di non vedersi con Vronskij all’interno di casa loro, la sua idea cambia nel momento in cui si scontra con l’amante di sua moglie proprio sulla soglia della porta.
Anna intanto, come già annunciato nella parte precedente, porta in grembo il figlio di Vronskij. In un sogno ella premonirà la sua morte a causa del parto e, infatti, le provocherà delle serie complicazioni che la porteranno quasi in fin di vita.
Proprio grazie a ciò, il marito la perdona: dopo essere partito da Mosca appunto perché la moglie stava per morire con in mente un radicato pensiero che le augurava la fine, vedendola in punto di morte raggiunge un momento catartico e si redime. Torna sui suoi passi e si rende conto che in fondo l’ha sempre amata, che amava il figlio Sereza e amerà ancora di più la nuova arrivata, che si chiamerà Anna.
Ok. È da quando ho finito la parte che non vedo l’ora di parlarvene. Kitty e Levin. Finalmente si sono decisi a dichiararsi amore eterno!
Ma solo io sono fermamente convinta che questi due sono perfetti insieme? È dall’inizio del romanzo ormai che volevo che arrivasse questo momento!
Scherzi aparte, Levin rimane comunque il mio personaggio preferito anche se ho rivalutato il marito di Anna. Levin non ha mai dubitato del suo amore per Kitty mentre Aleksej ha addirittura sperato che Anna morisse, così da non dover considerare l’idea del divorzio. Lo trovo un comportamento alquanto immaturo ed egoista: infatti il problema di fondo era che un divorzio avrebbe scatenato dicerie varie sul suo conto e questo avrebbe minato la sua figura di uomo d’affari. Un calcolatore senza precedenti. Comunque già nella scorsa parte avevamo visto vacillare questo pilastro e avevamo potuto scorgere un piccolo spiraglio della sua anima.
Beh, per questa parte è tutto! fatemi sapere voi cosa ne pensate!
Con affetto,

C.

lunedì 29 dicembre 2014

READING CLASSIC || RECAP 3° TAPPA


Buongiorno a tutti!
Come avete passato questi giorni di festa? Ormai il grosso è passato, manca solo il cenone di capodanno e poi si ricomincia la dieta. Perché si, ho bisogno di smaltire la quantità spropositata di pandori che ho mangiato.
Inoltre ieri abbiamo raggiunto il bellissimo traguardo di 100 followers! 100 bellissime persone che seguono i miei deliri.. Grazie mille per tutto!
Ieri sera ho ricevuto anche una mail inaspettata: ho vinto il mio primo Giveaway sul blog il suono dei libri di Robin! Grazie mille per l'opportunità!
Ieri ho saltato di nuovo il Weekly Recap: durante la scorsa settimana non ho avuto parecchio tempo per leggere, quindi ho potuto dedicarmi completamente ad Anna Karenina solo ieri arrivando a tarda serata senza la voglia di mettermi al computer e scrivere il post. Perdonatemi, giuro che settimana prossima sarà diverso.
Ho deciso di utilizzare il riepilogo proposto da Wikipedia: se dovessi scriverlo io verrebbe fuori una cosa lunghissima e super articolata. Almeno quello è molto sintetico.
Nel caso ve le foste perse, qui vi lascio i post con i recap delle prime due parti:

Breve riepilogo
La terza parte narra la vita rurale di Levin nella sua tenuta, un'ambientazione legata intimamente ai suoi pensieri e alle sue lotte interiori. Dolly, incontrando Levin, cerca di far rivivere i suoi sentimenti per Kitty, apparentemente senza risultati, finché Levin, rivedendola di sfuggita, capisce di essere ancora innamorato di lei. Tornato a San Pietroburgo, Karenin, rifiutando di separarsi da Anna, la mette in una situazione molto frustrante, minacciandola di non lasciarle più vedere il figlio Serëža, nel caso Anna si rifiuti di "salvare le apparenze" e nascondere la sua relazione clandestina.

Il mio pensiero
In fatto di falsità si può ingannare la persona più intelligente, più acuta: ma il bambino più limitato, anche a mascherarla nel modo più astuto, saprà riconoscerla e la allontanerà.

In questa terza parte è stato dato molto spazio al personaggio di Levin. Il nostro caro Levin cerca in tutti i modi di dimenticarsi di Kitty, cerca di auto convincersi che ormai non la ama più, che il fatto che sia stato rifiutato per lui non sia minimamente importante. Sembra quasi essere riuscito nel suo intento, ma questo grande castello crolla nel momento stesso in cui incrocia lo sguardo della sua amata che viaggiava su di una carrozza per raggiungere la sorella, Dolly, in campagna.
Conosciamo Levin molto più approfonditamente: scopriamo essere un uomo dedito al suo lavoro, un uomo a cui piace faticare e che non rifiuta lo sforzo fisico. Lo vediamo addirittura falcare i prati insieme ai suoi contadini: cosa che un proprietario terriero non farebbe mai.
Questo è forse uno dei tratti che più mi piace di Levin: il fatto che sia semplice e che non sia il classico padrone che impartisce ordini, ma sa anche mettersi nei panni delle persone che lavorano per lui, che cerca tutti i modi possibili per migliorare il lavoro nella sua fattoria.
Poi, non so voi, ma mi è piaciuta molto la parte in cui Levin incontra Dolly e si mette a giocare con i bambini. Secondo me sarebbe un padre perfetto.
Inoltre, ho adorato anche la parte finale, in cui fa alcune riflessioni sulla morte, che incombe come la spada di Damocle sulle spalle del fratello. Ho adorato l’immagine di lui, davanti allo specchio, che cerca tutti i segni del fatto che anche lui sta invecchiando e questo inevitabilmente significa avvicinarsi anche alla propria morte. Finalmente abbiamo visto vacillare questo personaggio forte, tanto da mettersi a piangere di fronte al fratello che gli dice addio prima di partire.
Per quanto riguarda Anna invece, nella scorsa parte aveva rivelato al marito la sua relazione con Vronskij: il marito cerca in tutti i modi una soluzione che sia allo stesso tempo non dannosa per la sua immagine e che renda Anna infelice. Il divorzio scartato senza indugi poiché vorrebbe dire ammettere al resto della società che Anna è stata infedele e questo potrebbe minare la sua figura. Non resta altro che continuare la convivenza come se non fosse successo nulla. Vi ricorda qualcosa? Le parti sono invertite, ma la scena è simile a quella a cui assistiamo ad inizio romanzo quando Dolly scopre che il marito l’ha tradita. Solo che in questo caso a far da mediatore tra i due è la stessa Anna, che consiglia a Dolly di perdonare il marito e di riaccoglierlo in casa.
Io non so se riuscirei a sopportare la situazione: ossia vivere insieme ad un uomo cinico e che non amo solo per preservare la sua immagine di uomo politico (se così si può definire).
A voi è piaciuta questa terza parte? Fatemi sapere cosa ne pensate!
Mercoledì, ultimo giorno dell'anno, ho intenzione di pubblicare un post con la Top 10 delle letture fatte quest'anno, suddivisa per categorie! 
Per oggi è tutto.. 
Con affetto,

C.

lunedì 22 dicembre 2014

READING CLASSIC || RECAP 2° TAPPA


Buonasera a tutti!
Scusate, scusate e ancora scusate il ritardo!! Non ho giustificazioni. Settimana scorsa ho comprato la cartuccia di Pokemon Nero per il Nintendo DS e ho speso un sacco di tempo a giocarci! Per questo avevo letteralmente abbandonato tutte le mie letture, tanto che mi sono ritrovata a leggere la seconda parte di Anna Karenina in due giorni! Non mi andava di saltare, quindi eccoci qui!

Breve riepilogo.
Karenin rimprovera Anna per le sue lunghe conversazioni con Vronskij, ciò nonostante dopo poco lei asseconda l'affetto che Vronskij le dimostra, intrattiene con lui ulteriori rapporti e rimane incinta. Quando Vronskij cade da cavallo durante una gara, l'angoscia provata da Anna rende palesi i suoi sentimenti al marito, per cui si vede costretta a confessargli la relazione. Quando Kitty apprende di non avere più possibilità con Vronskij, decide di partire per la Germania, in una località termale, per riprendersi dallo choc. Qui conosce la giovane Varen'ka, che diventa per lei un modello spirituale.
Sono una pessima persona.. ho preso il riepilogo da Wikipedia. Giuro per la prossima tappa sarò più efficiente!

Il mio pensiero.
In questa seconda parte sono essenzialmente tre i filoni principali: il primo segue le vicende di Kitty e del suo mal d’amore per Vronskij il quale non le ha proposto di sposarsi. Il personaggio di Kitty lo trovo molto irrealistico. Nel senso che trovo difficile che una persona, al giorno d’oggi soffra così tanto perché un uomo (che oltretutto a lei non piaceva granché, ma era stato dalla madre perché di alto rango) non avanza una proposta di matrimonio. Quindi io ho un solo consiglio da darti cara Kitty: vai da Levin e sposa lui! Chi non desidererebbe un uomo con una fattoria, che ama gli animali e che è anche molto intelligente e di bella presenza. Se fossi in lei, non avrai alcun dubbio su chi scegliere.
Ora passiamo al triangolo amoroso (che più di tanto triangolo non è): Anna e marito e Vronskij. Credo di aver capito le intenzioni del marito di Anna (mi rifiuto di scrivere il suo nome): se si dovesse scoprire che le dicerie che vedono sua moglie e il tradimento protagonisti, tutto ciò potrebbe compromettere la sua posizione di uomo d’affari.
Dall’altra parte però capisco anche Anna che deve portare avanti una relazione fasulla per non screditare il marito, ma allo stesso tempo deve nascondere quelli che sono i suoi veri sentimenti.
Ora si capisce proprio che anche lei si sta pian piano innamorando di Vronskij. Lo si nota soprattutto nel passo dove viene descritta la caduta di Vronskij da cavallo. Chiunque donna si sarebbe preoccupata, vedendo cadere a terra il proprio uomo. Io mi spavento quando vedo il mio giocatore preferito che si lancia sui palloni (il mio pensiero solitamente è sempre “ora non si alza più!”).
Comunque si. Non so esattamente da che parte stare, se dalla parte di Anna o di suo marito.
L’altro punto di vista che seguiamo è quello di Levin, tornato al suo casolare, pronto a prendersi cura nuovamente della sua terra. Sembra essersi quasi dimenticato di Kitty, quando un giorno, si palesa alla sua porta Stiva, pronto ad addentrarsi in una battuta di caccia. Grazie a Stiva, il nostro Levin scoprirà che Kitty e Vronskij non hanno intenzione di sposarsi e che la principessina è stata costretta a rifugiarsi in Germania per curarsi da questo male.
Ho trovato la parte di Levin un pochino noiosa, soprattutto le descrizioni di caccia. Però ritengo fossero fondamentali per creare l’ambientazione giusta, lo sfondo ideale da dare alle discussioni dei due uomini.  
Credo di avervi detto tutto. Fatemi sapere voi cosa ne pensate!! Se ho dimenticato qualcosa, scrivetemelo nei commenti e ne discuteremo li!
Scusatemi ancora per il ritardo e per gli errori che sono sicura ci saranno. Davvero perdonatemi, ma ora devo anche uscire e ho scritto questo post in fretta e furia. La prossima volta non sarò così deludente!
Buona serata..
Con affetto,

C.

lunedì 15 dicembre 2014

READING CLASSICS || RECAP 1° TAPPA


Buongiorno a tutti!
Eccoci qui oggi per parlare della prima parte di Anna Karenina.

Partiamo con un breve riepilogo.
la prima parte si apre con il personaggio di Stepan "Stiva" Arkad'ič Oblonskij in crisi con la moglie per averla tradita. Per questo motivo Stepan decide di chiamare e far venire a Mosca sua sorella, Anna Karenina per persuadere sua moglie, Dolly, a non lasciarlo.
Vengono introdotti diversi personaggi come Levin, amico d’infanzia di Stepan, che torna a Mosca per chiedere la mano di Kitty, sorella minore di Dolly. La ragazza rifiuta la proposta, nonostante lei stessa ammetta di amare quest’uomo, poiché si aspetta che l’ufficiale dell’esercito Vronskij le chieda la mano.
Tuttavia, l’ufficiale si proporrà a Kitty, ma rimarrà ammaliato dalla bellezza di Anna, tanto da seguirla a San Pietroburgo quando lei decide di tornare a casa per sottrarsi alle avance di quest’uomo.

Il mio pensiero.
Sto apprezzando davvero molto questo romanzo e mi capita ora di chiedermi per quale motivo io non l’abbia letto prima. Magari al liceo, mentre si studiava la storia dell’800.
La narrazione è scorrevole, le descrizioni non sono per nulla pesanti, anzi permettono al lettore di provare le esatte emozioni che sta provando in quel momento il protagonista. Quando Kitty è rimasta sola sulla pista da ballo in attesa che il suo cavaliere le chiedesse di ballare, abbiamo provato insieme a lei quel senso di delusione e di sconfitta. E anche gelosia aggiungerei. Gelosia nei confronti di quella donna bellissima che fa cadere tutti gli uomini ai propri piedi. Sto parlando di Anna:
Anna, evidentemente, era ammirata dalla sua bellezza e giovinezza, e Kitty non aveva fatto in tempo a riaversi che già si sentiva non solo sotto la sua influenza, ma addirittura innamorata di lei, come sono capaci di innamorarsi le ragazze giovani delle donne sposate e più mature. Anna non aveva l’aspetto di una signora mondana o della madre di un bambino di otto anni, ma somigliava piuttosto a una fanciulla ventenne, per l’agilità dei movimenti, la freschezza, la vivacità impressa sul volto, che trapelava ora nel sorriso, ora nello sguardo, se non fosse stato per quell’espressione seria, a volte triste, degli occhi, che colpiva e attirava Kitty.
[…]Anche il vestito nero dai pizzi sontuosi addosso a lei non lo si notava; era esclusivamente una cornice, dentro la quale si vedeva solo lei, semplice, naturale, elegante, e insieme allegra e vivace.
 Un altro fatto da sottolineare è che viene dato tanto spazio alla psicologia dei personaggi: spesso ci troviamo a leggere flussi di coscienza che non sono altro che i pensieri degli stessi. Potrebbe risultare un espediente pesante, ma secondo me non è così, anzi è davvero interessante sapere qualcosa in più sul loro conto.
E voi come avete trovato questa prima parte? Cosa ne pensate? Fatemi sapere! Ora non ci resta che avventurarci nella seconda!
Per oggi è tutto.
Con affetto,

C.

lunedì 8 dicembre 2014

READING CLASSICS: meeting Lev Tolstoj


Buongiorno a tutti!
Come ben sapete, ieri è iniziato il gruppo di lettura su Anna Karenina e, mi sembrava doveroso, aprire questa prima tappa con una breve presentazione dell’autore.
La fonte da cui ho tratto le informazioni è Wikipedia.

L’AUTORE
Lev Nikolaevič Tolstoj nasce il 9 settembre 1828.

La madre, di cui Lev non conserverà alcun ricordo, muore quando egli ha appena due anni. Dopo qualche anno gli muore anche il padre (corse voce che l'avessero avvelenato i suoi due servi prediletti; Lev lo ricorderà come mite e indulgente) lasciandolo precocemente orfano. Fu così allevato da alcune zie molto religiose ed educato da due precettori, un francese e un tedesco.
La vita di Tolstoj fu lunga e tragica, nell'accezione più vera del termine, ossia nel senso che essa fu dominata da una profonda, segreta tensione: la si potrebbe definire una tragedia dell'anima.
Tolstoj ebbe un'incessante, tormentosa evoluzione interiore, lottò con se stesso e con il mondo, e questa lotta, talora impetuosa, alimentò senza sosta l'impulso creativo.
Tra il 1851 e il 1853 Tolstoj, seguendo il fratello maggiore Nikolaj, partecipa alla guerra nel Caucaso, prima come volontario, poi come ufficiale d'artiglieria. Nel 1853 scoppia la guerra russo-turca e – dietro sua richiesta – Tolstoj viene trasferito in Crimea, a Sebastopoli, dove si combatte sul famoso quarto bastione.  Qui conduce la vita del soldato, combatte coraggiosamente, affronta rischi d'ogni sorta, osserva tutto con attenzione, guarda in faccia il pericolo, e tuttavia gli avvenimenti più tragici avvengono dentro di lui: si sente inquieto, costantemente in bilico tra la vita e la morte, ma col desiderio di dedicare la propria esistenza a nobili ideali.

L’OPERA

Anna Karenina (1873-1877), è un'opera aggressiva e polemica, che affronta gran parte dei problemi sociali di quegli anni. L'azione del romanzo si svolge in un ambiente che Tolstoj conosceva perfettamente: l'alta società della capitale. Tolstoj denuncia tutte le segrete motivazioni dei comportamenti dei personaggi, le loro ipocrisie e le loro convenzioni, e forse, quasi senza volerlo, mette sotto accusa non Anna, colpevole di aver tradito il marito, ma la società, colpevole di averla annientata.
La forza di Tolstoj artista si identificava con la potenza di Tolstoj moralista, il quale toglieva a chiunque l'arbitrio di giudicare, perché solo Dio può giudicare, come è detto nelle bibliche parole dell'epigrafe: «A me la vendetta, io farò ragione». Anna Karenina è l'antecedente di tutta una serie di romanzi del XX secolo, costruiti secondo i principi della psicoanalisi.
In molti punti il romanzo è autobiografico: nel personaggio di Levin, dedito alla conduzione delle proprie terre e alla famiglia, Tolstoj rappresenta se stesso, mentre in alcuni splendidi personaggi femminili (non in Anna) sono riconoscibili certi tratti della moglie, che peraltro aiutò Tolstoj nella stesura dell'opera, consigliandolo su come far procedere la trama.
TRAMA: è la storia della passione disordinata di una signora dell’aristocrazia russa che, fuggita all’estero con l’amante, non trova la serenità dello spirito nella nuova condizione, e finisce tragicamente i suoi giorni con il suicido. Ma attorno a questo nucleo si dispongono altre figure e altre vicende, tra cui l’amore felice di Levin e di Kitty, alternativa e soluzione necessaria al problema morale che agitava allora l’anima di Tolstoj.
Vi lascio l'incipit...
Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.
Tutto era sottosopra i casa Oblonskij. La moglie aveva scoperto una relazione del marito con una governante francese che era stata in casa loro, e gli aveva annunciato di non poter più vivere con lui nella stessa casa. Questa situazione durava ormai da più di due giorni, ed era vissuta come un tormento sia dai coniugi sia da tutti i famigliari e i domestici. Famigliari e domestici sentivano che la loro vita insieme non aveva senso, e che le persone che s’incontrano per caso in una locanda qualsiasi erano forse più legate di quanto non lo fossero loro, famigliari e domestici degli Oblonskij.

Spero che questa introduzione vi sia piaciuta! Trovo sempre interessante sapere qualcosa in più sugli autori, soprattutto se non sono esattamente dei nostri contemporanei. 
Buona lettura a tutti!!
con affetto,
C.

domenica 7 dicembre 2014

WEEKLY RECAP #3


Buona domenica a tutti!
Come state trascorrendo questo weekend? Io, come se fosse ormai una routine, sento come se fossi stata investita da un trattore. Si perché ieri, come ormai tutti i sabati da un mese, abbiamo giocato la nostra quarta partita e ovviamente abbiamo perso. E io ovviamente stamattina mi sono ritrovata alcuni lividi nuovi. Ormai sono diventati i miei migliori amici!
Lasciando perdere la partita, che è stata un vero disastro sotto parecchi punti di vista (difesa inesistente, azioni egoistiche da parte di alcune compagne,…), vi parlo della settimana appena trascorsa sul blog, così magari mi si risolleva un po’ il morale.
Ho terminato la lettura di IlFiglio di Nettuno: se non avete ancora iniziato questa saga o non avete ancora letto la precedente, rimediate subito perché sono favolose! Riordan è geniale e, nonostante entrambe le saghe siano indirizzate ad un pubblico giovane (credo pre-teen), sono davvero ben strutturate e per niente semplici.
Lunedì scorso ho anche iniziato a leggere Lo Hobbit. Era da tantissimo che aspettava di essere aperto e finalmente, complice anche il fatto che tra poco esce la terza parte del film, ho deciso di iniziarlo! È davvero bello e credo che sia un ottimo modo per introdurre il lettore nella Terra di Mezzo. Non è per niente pesante e scorre abbastanza velocemente. Anche se ancora non l’ho terminato (mi mancano un centinaio di pagine), lo consiglio a tutti quelli che ancora non hanno letto Il Signore degli Anelli, ma che vogliono lo stesso conoscere il mondo creato da Tolkien!
Infine ho pubblicato un Tag in cui ho risposto a dieci domande sulla lettura! Siete tutti taggati e, se decidete di rispondere, fatemelo sapere così verrò a spiare le vostre risposte!
Vi ricordo anche che oggi inizia la prima tappa del nostro Gruppo di Lettura; chi di voi ha già iniziato a leggere Anna Karenina? Io ancora no, credo proprio che inizierò oggi pomeriggio. comunque per domani ho già preparato un post introduttivo per conoscere meglio Tolstoj e la sua opera. Se volete partecipare potete ancora iscrivervi qui!!
Per oggi è tutto. Intanto vi auguro una buona domenica!!
con affetto,

C.

venerdì 28 novembre 2014

NEW ENTRIES #6


Buongiorno a tutti ragazzi!
Come state? io bene! Oggi mi hanno fissato un colloquio di lavoro per mercoledì prossimo! Spero tanto che vada bene, così potrò iniziare a lavorare e a guadagnare qualcosa!

Tornando alla rubrica. Non so se ve lo ricordate, ma ho deciso di pubblicarla una volta al mese: più precisamente credo proprio che le riserverò l’ultimo venerdì del mese e accumulare quindi un bel po’ di libri da mostrarvi!

Questi sono gli acquisti che ho fatto a novembre: da sinistra troviamo i primi due volumi di Una Serie di Sfortunati Eventi (un infausto inizio #1 e la stanza delle serpi #2). Ho letto questa saga quando ero una bambina e ora mi è venuta una voglia matta di rileggerla. Poi credo che Lemony Snicket sia un genio.. per questo ho acquistato anche The Unauthorized Autobiography sempre del mio amato Lemony.
Per Natale sono indecisa se farmi regalare The Beatrice Letters, un libro davvero carinissimo in cui Lemony ha raccolto una sorta di corrispondenza epistolare con la sua amata Beatrice (donna a cui sono dedicati tutti e tredici libri della serie).. dovete sfogliarlo per capire quanto sia fatto bene.. oppure Perché ci siamo lasciati di Daniel Handler (aka Lemony Snicket). Non so davvero quale scegliere.. per fortuna ho ancora un po’ di tempo!
Partendo dall’alto della pila troviamo: Le notti bianche di Dostoevskij, parla di un sognatore, di amore e di amicizia. È il mio primo Dosto e non vedo l’ora di leggerlo.
Poi troviamo Anna Karenina di Lev Tolstoj. Che ho comprato per il gruppo di lettura e si, appena l’ho tolto dalla scatola di imballaggio mi sono spaventata. È immenso!
Sotto di esso vi è Il Signore delle Mosche di Golding. So che il Labirinto di Dashner riprende abbastanza la struttura del distopico di Golding quindi non vedo l’ora di leggerlo. Tutti saprete ormai quanto ami la saga di Dashner e sicuramente amerò anche questo classico contemporaneo. Poi alla Feltrinelli facevano il 50% di sconto se si prendevano due libri della Mondadori (in sostanza quello meno caro lo pagavi la metà).  Allora ne ho approfittato e ho preso questo e Dosto, pagando quest’ultimo ben 4 euro.
Proseguendo vediamo Dio di Illusioni di Donna Tartt. Questa donna (xD) è fenomenale. Ha deciso di scrivere solamente cinque libri nella sua vita, pubblicando ognuno a distanza di dieci anni. Questo è il suo primo ed è il migliore (dicono.. io ancora non l’ho letto). Il suo ultimo romanzo, Il Cardellino, ha vinto il Premio Pulitzer 2014.
E dulcis in fundo… non poteva non esserci l’ultimo romanzo di Dashner, La Mutazione, pre-quel de Il Labirinto. È uscito ieri per Fanucci e già alle dodici in punto ce l’avevo tra le mani! xD
Inutile dirvi che sono veramente curiosa di leggerlo: mi manca ancora la Rivelazione, che spero di leggere settimana prossima insieme alla prima parte di Anna Karenina.  
Eccoci qui, questi erano i miei ultimi acquisti! Per il mese di dicembre ho intenzione di modificare un pochino la mia tbr e dedicarmi finalmente a Lo Hobbit che attende ormai da tempo sulla mia mensola!
Ci sentiamo domenica con il Weekly Recap!
Buona serata,
con affetto,
C.

mercoledì 26 novembre 2014

GRUPPO DI LETTURA || Anna Karenina di Lev Tolstoj - iscrizioni

Buona sera a tutti ragazzi!
Finalmente oggi pomeriggio mi è arrivato il pacco di Amazon contenente Anna Karenina. È immenso. Mi sono spaventata quando l’ho visto. Però ho potuto constatare che è diviso in otto parti e dovrebbe essere così per tutte le edizioni, quindi non dovremmo avere problemi per la suddivisione delle tappe!
Io pensavo ad una cosa del genere:

CALENDARIO
iscrizioni dal 26 novembre al 7 dicembre;
parte prima dal 7 dicembre al 14 dicembre;
recap || 15 dicembre
parte seconda dal 15 dicembre al 21 dicembre;
recap || 22 dicembre
parte terza dal 22 al 28 dicembre;
recap || 29 dicembre
parte quarta dal 29 dicembre al 4 gennaio;
recap || 5 gennaio
parte quinta dal 5 gennaio all’11 gennaio;
recap || 12 gennaio
parte sesta dal 12 gennaio al 18 gennaio;
recap || 19 gennaio
parte settima dal 19 gennaio al 25 gennaio;
recap || 26 gennaio
parte ottava dal 26 gennaio al 1 febbraio;
recap || 2 febbraio

Ciascuna parte non supera le 150 pagine, quindi non dovrebbe essere dura leggerle in una settimana. Comunque se pensate sia meglio allungare le tappe, fatemelo sapere cosi modifico il calendario!
Ho creato anche un banner.. non è un granché però se volete potete condividerlo sui vostri blog!

<a href=" http://iamadropofcolor.blogspot.it/2014/11/gruppo-di-lettura-anna-karenina-di-lev.html" target="_blank"><img src="http://i58.tinypic.com/mmg0b7.jpg" width="250" height="auto″/" /></a>

Intanto vi saluto!
Aspetto le vostre iscrizioni.
Con affetto,

C.