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lunedì 1 dicembre 2014

Le Letture di Cerrie #31 Eroi dell’Olimpo, il figlio di Nettuno di Rick Riordan

Buona sera a tutti lettori!
Come avete passato questo weekend? Io ieri pomeriggio ho oziato..
Oggi vi voglio recensire un libro che ho finito di leggere questa notte. Mi è piaciuto molto, ma credo che per il momento metterò in stand by questa saga per dedicarmi ad altre: ho iniziato infatti questa mattina Lo Hobbit, poi come ben sapete, domenica inizierà il gruppo di lettura su Anna Karenina e sono più che convinta che quel big books prosciugherà qualsiasi mio intento di leggere un altro libro in contemporanea!
Ora vi lascio alla recensione!
P.S.: vi piace il nuovo header?! Non mi convince molto il sorriso di Jack Skeleton! Datemi un consiglio!!
TRAMA

Percy si risveglia da un lungo sonno e non ricorda nulla di sé, a parte il proprio nome. Perfino il Campo Mezzosangue gli sembra un luogo estraneo, e l'unica traccia che riesce a evocare dal passato è una ragazza: Annabeth. Hazel dovrebbe essere morta, ma è più viva che mai. Ora, a causa di un terribile errore commesso nella sua vita precedente, il futuro del mondo è in pericolo. Frank discende da un dio, secondo i racconti di sua madre, eppure lui non ne è affatto convinto: quando si guarda allo specchio vede un ragazzo goffo e paffuto. Ma ora che si ritroverà coinvolto nella nuova missione di Percy Jackson e dovrà spingersi fino ai ghiacci dell'Alaska per salvare il mondo dall'ira della divina Gea, dovrà credere in se stesso più che mai. Percy Jackson torna con una nuova avventura, in cui i semidei della mitologia greca e romana dovranno unirsi per difendere la Terra e risolvere la misteriosa Profezia dei Sette.
RECENSIONE

- la guerra è un dovere – riprese Marte. – l’unica scelta reale è se lo accetti, e per cosa combatti.
Eccoci arrivati alla fine del secondo capitolo della saga Eroi dell’Olimpo.
Dopo aver trascorso un libro senza leggere del figlio del Dio del Mare, finalmente ritorna protagonista di una nuova avventura, questa volta accompagnato da due semidei romani. Ebbene si, se nello scorso volume abbiamo conosciuto una New Entry non proprio convenzionale al campo Mezzosangue, la stessa cosa succede qui. Infatti Percy, a cui è stata cancellata la memoria da Giunone (Era per i greci), viene fatto entrare all’interno del campo Romano, il Campo Giove. I due campi sono stati mantenuti a distanza e ignari dell’esistenza dell’altro poiché spesse volte si sono scatenate guerre tra le due fazioni. Greci contro romani. Tuttavia, ora che Gea si sta risvegliando, è fondamentale unire le forze e combattere insieme. Solo così sarà possibile sconfiggere i giganti.
Infatti adesso è più chiaro l’intento di Giunone. Il fatto di cancellare la memoria ai due semidei secondo me è stato un passo fondamentale per permettergli di integrarsi con l’altro gruppo. Altrimenti il pregiudizio avrebbe prevalso e i due gruppi di semidei non sarebbero mai riusciti ad andare d’accordo, tantomeno portare a termine un’impresa eroica.
La struttura del romanzo è pressoché simile a quella precedente. Tre semidei partono per un’impresa con l’obiettivo di sventare i piani di Gea e lasciarla a dormire ancora un po’.
Compagni di Percy, in questa avventura, sono Hazel e Frank. Hazel è figlia di Plutone (ossia Ade.. vi ricordate di Nico?!) che deve convivere con una maledizione. Mentre Frank è figlio di Marte (il dio della guerra, Ares).
La loro impresa consiste nel spingersi a nord, in Alaska, fuori dall’influenza degli dei, per recuperare lo stendardo di una legione romana che è andato perduto anni e anni prima e da allora sul Campo Giove aleggia la sfortuna. L’Alaska è anche la dimora di Alcione, uno dei giganti più potenti e praticamente impossibile da sconfiggere. In tutto questo devono anche fare i conti con il dio della morte.. no, non Ares, ma Thanatos (amo questo nome e dalla descrizione di Riordan credo di aver trovato il mio dio preferito): Il cappuccio si abbassò, le vesti caddero a terra e il dio spalancò le ali, restando con una semplice tunica nera senza maniche allacciata in vita. Era l’uomo più bello che Hazel avesse mai visto. La sua pelle era dello stesso colore del teak, scura e luccicante come il vecchio tavolino divinatorio di Regina Marie. Gli occhi color miele dorato, come quelli di Hazel. Era asciutto e muscoloso, con un volto regale e lunghi capelli neri che fluivano sulle spalle. Le ali scintillavano di sfumature blu, nere e violette.
“Bello” era la parola giusta per definire Thanatos. Non “attraente” o “sexy”, niente del genere. Era bello della bellezza degli angeli, senza tempo, perfetta, remota. (punto di vista di Hazel.. avete capito la nostra semidea!).
Thanatos era stato fatto prigioniero da Gea in modo che le porte della Morte rimanessero aperte. Così facendo tutti i mostri non potevano essere uccisi.  
Comunque, siccome non voglio spoilerarvi nulla (se avete intenzione di leggere la saga), vi dico solo che rivedremo il nostro caro Tyson, conosceremo una simpaticissima arpia un po’ booklover come noi e potremo ascoltare un video messaggio di Leo. Non vi anticipo più nulla. Se siete curiosi, leggetelo. xD
Amo davvero questa saga. credo che Riordan abbia fatto un passo avanti rispetto alla prima: l’intreccio tra mitologia greca e romana lo trovo geniale. Un buon modo per insegnare ai ragazzi di oggi qualche nozione di epica in più.
Credetemi, ho imparato più dai libri di Riordan che da quelli di scuola!
Quattro stelline e mezzo per questo secondo capitolo.
★★★★ ½  
- Exceeds expectations -
Ora credo che farò passare un po’ di tempo prima di leggere il terzo: voglio dedicare dicembre alla lettura dei fantasy e dei classici!
Per oggi è tutto ragazzi!
Con affetto,
C.

venerdì 21 novembre 2014

SO I STARTED READING... # 6



Ciao a tutti!
Era da tantissimo che non pubblicato un’altra puntata di questa rubrica ma ieri ho iniziato il secondo romanzo della saga “Gli eroi dell’Olimpo” di Riordan e volevo rendervi partecipi di ciò!
Ho deciso di lasciarvi l’incipit, vi assicuro che non c’è nessuno spoiler di alcun tipo, quindi leggetelo tranquillamente!

So I started reading... Eroi dell'Olimpo, il figlio di Nettuno di Rick Riordan

 
ESTRATTO

Quelle donne con i serpenti al posto dei capelli stavano cominciando a stancare Percy.
Sarebbero dovuto morire tre giorni prima, quando aveva rovesciato loro addosso una cassa di palle da bowling, all’ipermercato. Oppure due giorni prima quando le aveva investite con la macchina della polizia, a Martinez. Di certo sarebbero dovute morire quella mattina, quando aveva mozzato loro la testa, a Tilden Park.
Tuttavia, per quante volte Percy le uccidesse e le guardasse disintegrarsi, quelle continuavano a rinascere, come dei malefici gomitoli di polvere in formato gigante. Sembravano perfino impossibili da distanziare.

PRIME IMPRESSIONI
Premetto che la letteratura per bambini/ragazzi pre teenage è quella che al momento sta avendo il maggior successo. Questo perché le maggiori case editrici puntano tutte le loro risorse su pubblicazioni di libri di scarsa importanza letteraria e nelle quali le persone ricercano principalmente un intrattenimento.
Ritengo invece che la letteratura debba in qualche modo arricchire il lettore: il messaggio dei libri che ci vengono propinati come best seller non ha alcuna rilevanza per la vita di un soggetto (ditemi un po’, per chi lo ha letto, cosa vi ha trasmesso Uno Splendido Disastro.. una lettura più attenta mi ha permesso di vedere lo sfondo sessista su cui si basa, non solo per quanto riguarda la donna, ma anche l’uomo visto come oggetto – Travis che ammazza tutto e tutti per la Picciona, per intenderci). Con questo non voglio criticare chi ha apprezzato quel libro (anche io a suo tempo l’avevo giudicato in modo positivo, complice anche la mancanza di concentrazione e di tempo da dedicare alla lettura), è solo una riflessione riguardo la letteratura oggi.
Secondo me, trasmette un messaggio più profondo un libro per ragazzi, rispetto ad uno per adulti: qui troviamo racchiusa la mitologia greca e romana, che i ragazzi iniziano a studiare alle medie (a me epica piaceva molto, però se avessi avuto la possibilità di leggere questi libri a tempo debito l’avrei apprezzata ancora di più), il linguaggio non è semplicistico, arricchisce il vocabolario nonostante sia un libro per ragazzi. Queste sono le qualità che dovrebbe contenere un romanzo di spessore ma che, purtroppo, adesso si ritrovano solo nella letteratura per giovani.
Tutto questo giro di parole per dirvi che dovete assolutamente leggere queste due saghe, perché sono bellissime e perché sono meglio di tanta merda che stampano in questo periodo! Si parla di amicizia, di famiglia, dell'importanza di appartenere ad un gruppo e dell'accettare le proprie debolezze per farne la nostra forza.  
Per questo momento è tutto!
Con affetto,

C.

venerdì 7 novembre 2014

Le Letture di Cerrie #28 Eroi dell’Olimpo – l’eroe perduto di Rick Riordan

Buongiorno a tutti ragazzi!
Arrivo un po’ in ritardo con questa recensione.. ho finito questo libro una decina di giorni fa, ma a causa della laurea faticavo a concentrarmi.. non avrei scritto nulla di sensato, quindi ho deciso di aspettare a scrivere qualcosa una volta libera!
Quindi eccomi qui!
Quando questa recensione sarà online, probabilmente avrò finito anche il Principe Caspian (quindi tempo qualche giorno e pubblicherò pure quella!).
Vi lascio al mio pensiero!
TRAMA


Jason si risveglia in uno scuolabus, accanto al suo migliore amico e a una bellissima ragazza. Ed è terrorizzato. C'è infatti un piccolo problema: non ricorda assolutamente nulla di sé. E quando una torma di spiriti della tempesta cerca di ucciderlo, qualcosa gli suggerisce che dovrà al più presto venire a capo del mistero. Piper non si spiega perché il suo ragazzo non si ricordi di lei. Da qualche giorno il mondo sembra impazzito: suo padre si è volatilizzato, incubi ricorrenti la tormentano e una ragazza di nome Annabeth dice di essere in cerca di un tale Percy Jackson, scomparso dal Campo Mezzosangue... Leo ha sempre avuto un'attrazione per il fuoco, e quando arriva al Campo si sente stranamente a casa. Sarà quello il motivo per cui tutti gli dicono che una parte di lui discende dagli dei? Nel frattempo Era è stata rapita dai giganti, che minacciano di ucciderla. C'è solo un modo per salvarla, e solo tre semidei discendenti da antiche divinità Romane potranno affrontare l'impresa.
RECENSIONE
Ho iniziato a leggere questo libro con l’intento di staccare un po’ la spina dal pensiero fisso della discussione di laurea. Avevo bisogno di qualcosa per distrarmi e che mi facesse passare qualche ora in compagnia di personaggi simpatici.
Con l’Eroe perduto ho trovato quello che cercavo.
Nonostante sia una storia per ragazzi e davvero ben strutturata. La trama è originale e avvincente e ha raggiunto un livello superiore rispetto alla prima serie di Percy Jackson. In questa si mescolano mitologia greca e romana, in un miscuglio di dei e figli di dei.
L’inizio ricorda molto il Ladro di Fulmini, dove Percy non sa di essere un semidio. Stessa cosa succede ai nostri tre protagonisti, Leo, Jason e Piper che verranno attaccati dagli spiriti dei venti e successivamente salvati da Annabeth, la quale è in cerca di Percy.
Vengono portati poi al campo mezzosangue dove vengono riconosciuti dai loro genitori Dei.
Lo schema si ripete, quindi come nel primo volume della scorsa saga, l’oracolo pronuncia una profezia che riguarda i tre personaggi protagonisti. Essi si vedono investiti di un incarico alquanto pericoloso: salvare il mondo e liberare Era dalle grinfie del nemico.
Nemico che solo alla fine si scoprirà essere un Dio. Tuttavia ci sono molti indizi che permettono di capire chi sia questo soggetto malvagio (io ci ero arrivata…).
Nonostante il susseguirsi degli eventi riprenda il primo volume della saga di Percy Jackson, possiamo dire che in questa siano presenti elementi in più. In primis l’’intrecciarsi degli Dei greci e romani. Immagino quanto Riordan si sia dovuto documentare per scrivere questa nuova serie.
Ciò fa si che i ragazzi di oggi si avvicinino alla mitologia nel modo più divertente possibile: leggendo di protagonisti loro coetanei apparentemente normali, alle prese con poteri più grandi di loro.
Il mio personaggio preferito è Leo: racchiude in sé quel sarcasmo e quella ironia tipica delle persone che sono state ferite parecchie volte. Non parlo di ferite fisiche, ma ferite psichiche. Sono quelle che fanno più male.
Leo si è costruito attorno una corazza fatta di battute e ironia pungente, ma indagando più a fondo possiamo vedere quanto anche lui sia vittima di insicurezze.
È proprio questo che mi ha fatto amare questo personaggio. Il fatto che anche lui ogni tanto vacilli, soprattutto se si tratta di mettere in discussione la sua amicizia con Jason. Sentimento che verrà messo a dura prova nel corso di tutta la vicenda.
Non vedo l’ora di proseguire con la lettura. Ho già preso dalla biblioteca il secondo e stasera sicuramente lo inizierò!
A questo primo libro assegno quattro stelline. 
★★★★
- Exceeds Expectations. -

Direi uno splendido inizio per quella che si prospetta essere una delle migliori saghe per ragazzi degli ultimi anni.
Per ora è tutto!
Nei prossimi giorni arriverà la recensione del secondo romanzo delle Cronache di Narnia, il Principe Caspian!
Buona giornata a tutti!
Con affetto,
C.

venerdì 7 marzo 2014

LE LETTURE DI CERRIE #6 Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – la Battaglia del Labirinto e lo Scontro finale di Rick Riordan


Ehm ciao, sono ancora qui a rubarvi un po’ del vostro tempo..
Ho deciso di pubblicare le due recensioni insieme.. spero siano di vostro gradimento!

TRAMA: la Battaglia del Labirinto
La guerra tra gli Dei dell’Olimpo e i Titani è alle porte, e ancora una volta il Campo Mezzosangue è in pericolo: gira voce che Luke e il sue esercito siano a un passo dall’invasione. E se i confini del Campo non fossero sicuri come una volta?
Per difendersi Percy, Annabeth e Grover devono addentrarsi nel Labirinto di Dedalo, che forse nasconde una via d’accesso al campo. Un tempo a Creta e ora nel sottosuolo nordamericano, il Labirinto è un mondo sotterraneo che nasconde pericoli e insidie indicibili, e gli insegnamenti di Quintus, il nuovo istruttore di tecniche di combattimento, si rivelano preziosissimi. Percy e i suoi amici lotteranno con nemici sempre più potenti e terrificanti, scopriranno la verità sulla scomparsa del dio Pan e dovranno scontrarsi con il terribile segreto custodito da Crono, l’ultima sfida ha inizio… e questa è solo la prima delle battaglie.
RECENSIONE
Bene, eccomi qua.. è da tempo che rimando questo momento, un po’ per mancanza di tempo (il poco che mi rimane lo impiego nello studio..) un po’ perché non riuscivo (e non riesco..) a trovare le parole adatte per recensire questi due ultimi libri della saga.
Nonostante io sia abbastanza claustrofobica, evito come la peste gli ascensori e i luoghi chiusi, ho amato con tutta me stessa il labirinto di Dedalo. Mi sono immaginata nei panni dei personaggi che partono all’avventura per trovare l’architetto che ha costruito questo fantastico mondo sotterraneo, il quale continua a crescere prendendo forza dalla linfa vitale del suo costruttore.
Prima di intraprendere la lettura, mi ero immaginata il labirinto come un luogo chiuso, umido e senza vie di uscita, incompatibile con la vita e senza colori.
La mia immagine è stata distrutta dal labirinto costruito da Rick: ci sono si i passaggi tortuosi e bui, ma ci sono anche angoli di pace, con piante e colori.
In questo posto, non ho avuto paura di perdermi, consapevole che Dedalo mi avrebbe dato una mano ad uscire e a trovare ciò che stavo cercando.
Questo luogo è l’elemento che mi ha colpito più di tutto il resto. La descrizione che ne fa Riordan ti permette di ricrearlo nei minimi dettagli nella tua mente: sei in grado di costruire ogni singolo vicolo, puoi vedere ogni tassello del mosaico che decora i muri, segno del passaggio dei romani.
Il labirinto non è l’unico elemento che mi ha colpito in questo libro: ovviamente, come accade per ogni romanzo che leggo, non potevo non innamorarmi del protagonista. Avevo già iniziato a chiedermi quanto tempo avrei impiegato prima di dire “Voglio un semidio, dove si comprano?”. Si perché quale ragazza non vorrebbe un eroe come fidanzato? Uno che ti protegge dai mostri (che come tutti sanno infestano le strade delle nostre città…. :D)? beh io lo vorrei, e se qualcuno/a sa dirmi dove posso trovare un ragazzo così, vi prego di farmelo sapere.
Ovviamente non sono mancati i colpi di scena: non avrei mai immaginato quale personaggio si nascondesse dietro la figura di Dedalo.
E ormai, arrivati a questo punto, mi sembra assurdo ripetervi ancora una volta che, se non l’avete ancora fatto, dovete assolutamente leggere questa saga. Non occuperà molto del vostro tempo, ma sarà comunque una lettura piacevole, che vi terrà compagnia!

TRAMA: lo Scontro Finale
Al campo Mezzosangue Percy Jackson e gli altri semidei si stanno preparando per la battaglia contro i Titani. Ma le armate di Crono sembrano invulnerabili, e ora che una misteriosa spia si nasconde tra i ragazzi del campo, il signore del Tempo e il suo seguito sono più che mai vicini alla vittoria.
Creature di inaudita ferocia si sono risvegliate, e mentre gli dei sono impegnati a contenere l’assalto del mostruoso Tifone, Crono avanza verso New York per espugnare il Monte Olimpo.
Solo Percy e i suoi amici possono fermarlo, ma dovranno riuscire in un impresa ancora più eroica: riconciliare i divini Zeus, Ade e Poseidone, divisi da una millenaria rivalità, e convincerli a unire le forze.
Per le strade di Manhattan si combatte una guerra per la salvezza del mondo, e non sarà la sola sfida che Percy dovrà affrontare: la Grande Profezia continua a gravare sul suo sedicesimo compleanno e lo metterà di fronte a un oscuro, imprevedibile destino.
RECENSIONE
Eccoci arrivati all’ultimo capitolo, quello conclusivo della saga di Percy Jackson. Mi viene quasi il magone se penso che non rivedrò più questi personaggi, che non potrò più ridere per come Tyson parla, che non potrò più combattere al fianco di Percy ed Annabeth.
Questa saga mi ha fatto capire che tutti possiamo essere degli eroi, anche se all’apparenza sembriamo degli sfigatelli di poco conto. Tutti abbiamo dei pregi che ci permettono di fare cose stupefacenti, ma anche dei difetti che possono rendere la nostra vita un inferno se non siamo in grado di tenergli testa.
Ora, visto che non trovo parole adatte per dirvi quanto io abbia adorato questo libro, voglio provare a trovare il mio “difetto fatale”: per Percy era la lealtà che riponeva nelle altre persone, anche in quelle che si riveleranno poi dei nemici.
Il mio potrebbe essere la timidezza: forse non l’avreste mai detto, ma io sono molto timida e faccio fatica ad aprirmi con le persone. Non mi viene naturale parlare di me davanti ad altri, preferisco ascoltare e non esprimere pareri ai quattro venti, per paura di essere giudicata (la maggior parte della gente tende a considerare strane le persone che condividono interessi diversi dai loro.. credetemi l’ho imparato a mie spese).
Quindi, se dovessi trovarmi sul campo di battaglia (o sul campo da basket), dovrei fare appello a tutta la mia volontà d’animo per non nascondermi dietro al primo cespuglio e non uscire finché non è tutto finito!
Sproloquio a parte, questa saga mi è davvero piaciuta, e non aspetterò tanto prima di leggere la seconda, Eroi dell’Olimpo, sempre dello stesso autore.
Questa sicuramente ha superato le mie aspettative, nonostante all’inizio la consideravo un po’ da bambini, con il proseguire della storia ho dovuto rivedere il mio punto di vista!
L’ho amata fino all’ultima pagina e non vedo l’ora di ri incontrare i miei adorati personaggi!


 (come potete notare ho deciso di cambiare il metro di valutazione! con i palloni mi veniva molto difficile inserirne 5 tutti vicini-forse sono incapace io- almeno con questi mostriciattoli faccio meno fatica! ora si tratta solo di capire come fare per inserire la graduatoria.)

Queste due recensioni sono uscite uno schifo, spero mi perdonerete però, ho la mente un po’ distante in questi giorni!
Vi racconterò tutto nel post chiacchiericcio che pubblicherò nei prossimi giorni: non voglio fare promesse (che poi magari non prometterò), ma spero di pubblicare qualcosa domani!
A presto!
Con affetto,

C. 

giovedì 27 febbraio 2014

LE LETTURE DI CERRIE #5 Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – la Maledizione del Titano di Rick Riordan

TRAMA
Una nuova pericolosa impresa attende Percy Jackson: insieme alle compagne Annabeth e Talia deve introdursi in una scuola per portare al Campo Mezzosangue Nico e Bianca, due potentissimi semidei, eludendo al sorveglianza del vicepreside. Ma sotto le spoglie dell’aguzzino si nasconde un mostruoso emissario del perfido Crono, che rapisce Annabeth.
Creature sepolte da millenni sono tornate alla luce, pronte a servire il sogno di vendetta dei Titani contro gli antichi nemici, gli dei dell’Olimpo.
Per impedire la catastrofe, Percy e i suoi amici dovranno intraprendere un viaggio ai confini del cielo e sfidare una ferale profezia: uno si perderà, un altro patirà la maledizione del titano e l’ultimo perirà per mano di un genitore. Chi tra i cinque eroi partiti per la missione, riuscirà a sopravvivere per giungere al cospetto di Crono e sconfiggere Atlante, costretto a reggere il peso della volta celeste?

RECENSIONE
Ok sto scrivendo questa recensione dopo aver fatto per due giorni il turno dalle 7 alle 14 e in più stamattina mi son dovuta svegliare presto per riuscire a dormire un po’ oggi pomeriggio prima di andare a far notte!
Non fate mai mai mai gli infermieri! È una vita difficile!
Tornando a noi.. siamo al terzo volume della saga.. qui Percy, Talia e Annabeth vengono chiamati da una scuola dove si trova Grover, il quale dice di aver trovato due mezzosangue.
Purtroppo per i nostri eroi, il preside della suddetta scuola è una manticora, un mostro che spara veleno dalla coda; nonostante la loro forza e l’aiuto datogli da Artemide, la dea della caccia, insieme alle sue cacciatrici, il mostro è riuscito lo stesso a scappare rapendo Annabeth (Percy triste! Marti felice perché vuol dire che la amaaaaa! Fangirl mode on!).
La storia si sviluppa poi sulla ricerca di Annabeth e di Artemide, che si era staccata dal suo gruppo di cacciatrici per andare a scovare un mostro pericoloso.

Finalmente è arrivato il libro di cui non ho visto il film, dato che non è ancora stato prodotto! Finalmente me lo sono goduta senza sapere già cosa sarebbe successo e questo elemento me lo ha apprezzare ancora di più!
Siamo al terzo libro della saga, quindi qualcosa sul versante del male inizia a smuoversi: ci appare un Luke Castellan un po’ deperito e un po’ meno gradasso rispetto al solito, un Titano che è riuscito a liberarsi del fardello di cui Zeus l’aveva obbligato a sopportare il peso e l’ha affidato ad un semidio (non dico chi!!).
Percy non si da per vinto, per tutto il corso della narrazione lui vuole ritrovare la sua amata Annabeth *saltella per la stanza come una cavalletta impazzita*.
Questa saga si sta rivelando una lettura piacevole, non pesante e senza troppe pretese; la trama è lineare e non ci sono elementi che confondono le idee al lettore.
Questo è il genere di libro che mi piace aprire quando voglio liberarmi di quelli di scuola.. dopo aver passato ore a studiare è bello poter leggere un romanzo tranquillo, ironico e che ti fa sorridere!
Sono molto contenta di aver iniziato questa saga!! 
Dopo questa recensione schifoserrima, me ne torno al mio stato vegetativo!
Viva la vita dell’infermiere!
Ciao semidei!
Con affetto,

C.

giovedì 20 febbraio 2014

LE LETTURE DI CERRIE #4 Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – il Mare dei Mostri di Rick Riordan

Ciao di nuovo ragazzi e ragazze!!
Non vi sembrerà vero di leggere dopo così poco tempo un nuovo post, considerando il fatto che raramente mi è capitato di aggiornare il mio blog dopo così poco tempo.
Ma dopotutto lunedì ricomincia il calvario del tirocinio e Poseidone (tanto per rimanere in tema) solo sa quando avrò tempo per scrivere qual cosina, o anche solo per ricordarmi di respirare o dormire o mangiare!
Per questa recensione, visto che ho sempre avuto qualche problema a scrivere la trama del libro, non volendo incappare in alcun tipo di spoiler, ho deciso di copiare quella scritta sul retro del libro… voi blogger più esperte, ditemi se va bene fatto così!
TRAMA
La vita di un semidio a New York non è sempre facile, e quella di Percy Jackson è diventata una vera impresa da quando ha scoperto di essere figlio di Poseidone e deve trascorrere tutte le sue estati al Campo Mezzosangue, insieme ai suoi simili. Ma ora il campo è in grave pericolo: l’albero magico che lo protegge è stato avvelenato e non riesce più a difenderlo dalle invasioni dei mostri. Solo il Vello d’Oro può salvarlo! Ma è custodito su un’isola da Polifemo, nelle acque tumultuose del Mare dei Mostri. La missione è affidata alla figlia di Ares (Clarisse), ma Percy non può certo restarsene con le mani in mano… anche perché il suo satiro custode, Grover, è nelle grinfie di Polifemo!
Accompagnato dalla fedele Annabeth e dal nuovo amico ciclope Tyson, Percy dovrà intraprendere un viaggio per mare e affrontare le mille insidie che nasconde, dalla maga Circe al canto delle sirene, e come se non bastasse la profezia dell’Oracolo si complicherà… chi sarà, tra il figli dei tre Grandi, a tradire gli Dei dell’Olimpo?
RECENSIONE
Nella recensione precedente avevo accennato al fatto che speravo, almeno per questo libro, che il produttore cinematografico si fosse mantenuto quanto più fedele possibile alla trama degli eventi narrati nel secondo volume della saga.
Purtroppo non è stato così: molti elementi sono stati cambiati, anche in modo molto marcato. Per esempio Percy conosce Tyson già prima di fare ritorno al Campo, ma solo li scoprirà che è anche suo fratello! Invece nel film, il ciclope arriva direttamente al campo estivo, oltrepassando la barriera protettiva dell’albero di Talia, poichè questa era stata indebolita a causa dell’avvelenamento del pino.
Altro elemento completamente diverso è il fatto che Grover già dall’inizio della narrazione sia disperso e si trovi già nelle mani del ciclope, invece nella rappresentazione cinematografica, il satiro viene rapito da Luke che lo utilizzerà per arrivare al Vello prima di Percy.
Non vorrei tediarvi troppo stando qui a raccontare la marea di differenze tra il libro e la sua riproduzione, perciò passo subito a dirvi cosa ne penso del libro.
Dire che l’ho adorato è poco! Diversissimo dal film, come avrete capito, ma non per questo meno entusiasmante del primo volume.
Qui incontriamo nuovi personaggi mitologici: dai Lestrigoni che attaccano Percy durante la lezione di ginnastica, all’Idra, alla maga Circe che trasforma Percy in un porcellino d’India, alle sirene, le creature che mi hanno affascinata di più durante la lettura.
Grazie alla descrizione che ne fa Riordan, ci troviamo a dover contrastare l’immagine di sirena che abbiamo costruito negli anni con i film della Disney (anche Harry Potter ha contribuito a cancellare l’immagine della sirena come quella bellissima ragazza, dai capelli fluenti che nuota nel mare con la sua incantevole coda tutta colorata e brillante). Secondo l’autore esse sono degli individui maligni, il loro canto ti induce a lasciare tutto quello che hai per inseguirle e vedere quello che hanno da mostrarti: perché oltre al canto, hanno il potere di mostrare alla persona che le ascolta quello che più desiderano.
Annabeth infatti decide di legarsi all’albero maestro della barca (proprio come aveva fatto Odisseo..) pregando Percy di non slegarla per nessun motivo al mondo. Ma in qualche modo la figlia di Atena riesce a raggiungere il suo coltello e a tagliare le corde, così da riuscire a tuffarsi per inseguire quel canto.
Percy se ne accorge e la insegue. Nel momento in cui tocca la caviglia di Annabeth per fermarla, vede quello che le sirene le stavano mostrando: la sua famiglia riunita, sua madre Atena, suo padre e sullo sfondo un’intera città ricostruita sulla falsa riga di Atene; i vari monumenti portano la firma di Annabeth (già nel primo libro affermava di voler diventare un architetto).
A chi non piacerebbe sentirsi dire quali siano i suoi desideri più segreti? Quelli che non ammetteremmo a nessuno, nemmeno a noi stessi, che non vengono inseriti in nessuna Wish List? Beh.. a me interesserebbe sapere cosa hanno da dire su di me!
Grover, Annabeth (con la tinta!!!), Tyson, Percy
I personaggi sono cresciuti rispetto al libro precedente: Percy viene a conoscenza di nuovi poteri che lo portano ad avere un fortissimo senso dell’orientamento anche in mare, riuscendo a vedere disegnate le coordinate nautiche sull’oceano. Inoltre riesce a guidare le barche, senza il minimo sforzo!
Annabeth rimane sempre la solita ragazza super intelligente, che ha sempre un piano per riuscire a sfuggire ad una situazione poco piacevole!
Per quanto riguarda questi due personaggi… solo io spero che entro la fine della saga si decidano a baciarsi?? Ok, mi costa tantissimo ammetterlo perché va contro la mia anima da acida, ma un po’ di Romance ci vuole anche in romanzi come questo e i due protagonisti direi che hanno tutte le carte in regola per poter essere finalmente dichiarati una coppia!!
Alla fine Annabeth da un bacio sulla guancia a Percy… e sul mio sguardo si poteva leggere molto chiaramente un “ma seriamente?!?!?” con tanto di faccina stizzita accanto, con di sopracciglio inarcato.
Due parole le spendo anche per parlare di Tyson: un povero ciclope che non appena giunge al campo viene subito additato come il mostro, anche Annabeth all’inizio non si fida ciecamente di lui, viste le precedenti esperienze con questi individui (è stato un ciclope ad uccidere Talia). Tuttavia si rivela essere un degno figlio di Poseidone, tanto da “sacrificare” la sua vita per salvare quella di Percy e degli altri a bordo della nave che stava per affondare, dopo aver affrontato Cariddi a suon di cannonate.
Comunque sia riesce a salvarsi, grazie all’Ippocampo che lo porta all’isola del Ciclope, dove si ricongiungerà con il fratello e Percy non si sentirà più in imbarazzo per lui.
Un po’ di tristezza giunge alla fine, quando Tyson decide di partire per il palazzo di Poseidone, dove è stato chiamato per andare a lavorare nelle fucine a costruire le armi per il campo.
E in questo momento, gelosia mode-on da parte di Percy! Perché Tyson è stato invitato nel palazzo di Poseidone e lui no?!
Ora mi sono già buttata a capofitto nella lettura del terzo volume: la maledizione del titano! Non vedo l’ora che arrivino anche gli ultimi due libri che mi mancano per completare la serie.
Posso ripetere ancora una volta quanto adoro questa serie?! Un applauso per Rick Riordan! *applauso scrosciante per questo signore*.
A questo volume assegno quindi 5 palloni!


SPAZIO SERIE TV!! 
Ora.. lo so che non c’entra con la recensione ma volevo chiedervi se seguite la serie TV Pretty Little Liars..
sarò io paranoica ma in questa foto vedo almeno due
elementi che mi portano a pensare che Aria sia la
colpevole....
Si?? Bene allora potete perdere ancora un minuto (lo giuro un minuto soltanto poi vi lascio!) per ascoltare un mio sclero sulla puntata di ieri…
Quella che è andata in onda è stata la 4x20 e finalmente, dopo secoli che non succedeva niente, è ritornata quella suspance e quell’ansia che ti prendono mentre guardi questi episodi.
A parte l’odio per Ezra che continuerà a crescere sempre di più, nutro tantissimi dubbi sulla vera identità di Aria.. forse perché è un personaggio che non tollero, ma solo io penso che sia un po’ losca? Chissà come mai A. colpisce sempre le altre e mai lei.. potreste dirmi che è perché il suo “fidanzato” è coinvolto quindi magari non vuole ferirla.. però a me non convince per niente.. sarò molto sospettosa.. però boh.. è un personaggio che mi lascia parecchio perplessa..
Grazie a tutti per aver passato un po’ del vostro tempo sul mio parquet personale.
Alla prossima partitella!
Con affetto C.