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mercoledì 10 settembre 2014

Le Letture di Cerrie #24 Allegiant di Veronica Roth

Buongiorno a tutti!
Si lo so, oggi è mercoledì e avrei dovuto pubblicare la WWW… Wednesday.. ma stamattina ho terminato di leggere Allegiant, quindi alla fine ho deciso di dedicare il post di oggi alla recensione.
Vi anticipo già che il libro mi è piaciuto.. molto più di Insurgent.
TRAMA
La realtà che Tris ha sempre conosciuto ormai non esiste più, cancellata nel modo più violento possibile dalla terrificante scoperta che il "sistema per fazioni" era solo il frutto di un esperimento. Circondata solo da orrore e tradimento, la ragazza non si lascia sfuggire l'opportunità di esplorare il mondo esterno, desiderosa di lasciarsi indietro i ricordi dolorosi e di cominciare una nuova vita insieme a Tobias. Ma ciò che trova è ancora più inquietante di quello che ha lasciato. Verità ancora più esplosive marchieranno per sempre le persone che ama, e ancora una volta Tris dovrà affrontare la complessità della natura umana e scegliere tra l'amore e il sacrificio.


RECENSIONE (non ci sono spoiler!)
Eccoci qua ragazzi. Finalmente mi sono decisa a terminare il capitolo conclusivo della saga della Roth. Avevo promesso che non l’avrei letto. Dopo la terribile esperienza con Insurgent (anzi diciamocelo… con Tris), avevo deciso di abbandonare la serie e non concluderla. Avevo odiato Tris con tutto il mio cuore. Quei disperati tentativi di suicidio per placare il senso di colpa li ho trovati inutili e segno della codardia del personaggio. Cosa che non dovrebbe esistere nel cuore di un intrepido. La mancanza di coraggio. Loro ce l’hanno e gli scorre perfino nelle vene. Quindi, perché Tris? Perché?
Tralasciamo il commento ad Insurgent (che tra l’altro ho già anche recensito).
Piuttosto, in questo volume ho apprezzato un pochino di più Beatrice. Diciamo che anche lei ha iniziato a considerare la propria vita degna di essere vissuta e non buttarla tra le mani del primo nemico che passa. Forse è anche merito di quel personaggio che fa da spalla a Tris, che si è dimostrata una grande amica nei suoi confronti: Christina. Penso sia il personaggio che più mi ha convinta tra tutti. Lei è stata in grado di far fronte, più volte, al dolore. È un personaggio forte. Una vera Dauntless.
Le parti che mi sono piaciute di più, sono state quelle narrate dal punto di vista di Tobias. Le ho trovate veramente poetiche in alcuni punti. 
Ho trovato inutili quegli scambi di effusioni tra di loro. Il bacio era diventato qualcosa di automatico. Non ha reso per niente romantico questo gesto. Al posto di usare le parole, loro si baciavano. Non fraintendetemi, ci sta come gesto. Ma che sia descritto con un po' più di delicatezza e romanticismo, per dare a quel momento un po' di importanza.  
Gli altri personaggi li ho trovati un pochino senza spessore: non ricordavo nemmeno della presenza di Peter, Caleb l’ho trovato alquanto noioso.
Devo confessare che ho iniziato ad apprezzare il romanzo più ho meno ad un centinaio di pagine dalla fine: la parte precedente è stata davvero pesante e faticosa da leggere. Più e più volte ho dovuto chiudere il libro perché gli sbadigli cominciavano ad annebbiarmi la vista.
Però con quegli ultimi capitoli, la situazione è stata stravolta. Abbiamo ritrovato un po’ (poca ma buona) di quell’azione che aveva permeato tutte le vicende narrate in Divergent.
E quel finale. Forse perché sapevo già come andava a finire (o forse perché sono senza cuore?!), non l’ho trovato poi così sconvolgente. Anzi l’ho apprezzato.
Non so dirvi esattamente il perché. Forse questa trilogia non era destinata ad avere un lieto fine come quello a cui siamo abituati. Però un Happy Ending c’è per tutti.
La parte finale diciamo che ha compensato la noia del resto del romanzo.    
A questo volume assegno 4 stelline.
★★★★
- Exceeds Expectations - 


Ha davvero superato le mie aspettative. Pensavo di trovarmi di fronte una replica di Insurgent, con Tris che tenta in tutti i modi di uccidersi, invece no. Mi sbagliavo.
Alla fine sono contenta di averlo letto. Ringrazio ancora una volta il mio amico P. per avermelo prestato e per aver sopportato i miei spoiler (si ha voluto sapere quello spoiler! non è stata colpa mia però.. me l'ha chiesto lui!!).
Per oggi ragazzi, è tutto! 
Spero di riuscire a pubblicare presto qualcosa.. Non vi prometto niente però, perché sto studiando per un esame importante che voglio davvero davvero passare!
Con affetto,
C. 

domenica 31 agosto 2014

SO I STARTED READING... # 5

Ciao a tutti ragazzi!
Non vi aspettavate un’altra puntata di questa rubrica vero?! Ebbene, venerdì sera sono uscita con i miei amici P. e S.
Non appena sono salita sulla macchina di P. vedo un libro rosso, ma non ci do troppo peso. Un secondo dopo, come se avesse letto nel pensiero la mia domanda, mi dice che quello è Allegiant e che se voglio ancora leggerlo, me lo presta!
Non so quante volte ho ripetuto di non voler finire la saga per colpa di Tris e dei suoi comportamenti suicidi del secondo libro. Ho accettato comunque e, ieri mattina ho iniziato a leggerlo! Sono ancora ai primi capitoli, ma lo sto adorando! Mi sembra molto più poetico degli altri due e questa cosa mi piace da morire.
In più ho rivisto di recente il film e mi era tornata una voglia matta di leggere di loro. Quindi grazie P., you’re my soulmate, deal with it!
Ora vi lascio al passo che ho scelto: è tratto dal capitolo 4.


ESTRATTO

Quattro, dopo aver parlato con sua mamma.

Mi costringo a guardarla. Ha gli occhi vicini e il naso adunco come il mio. La sua pelle è più scura della mia. Per un momento la rivedo nel grigio degli Abneganti, i capelli spessi tenuti indietro da una dozzina di forcine, seduta a tavola di fronte a me. la vedo china su di me per aggiustarmi i bottoni della camicia prima che vada a scuola, e poi la vedo alla finestra che guarda la strada uniforme in attesa della macchina di mio padre, le mani allacciate… no, chiuse a pugno, le nocche abbronzate rese pallide dalla tensione. Allora ci univa la paura, e – adesso che lei non ne ha più – una parte di me vorrebbe scoprire che effetto fa essere unito a lei nella forza. Sento un dolore sordo come se avessi tradito la donna che una volta era la mia unica alleata, e mi volto prima di rimangiarmi tutto e chiederle perdono.
Esco dal quartier generale degli Eruditi in mezzo a una folla, gli occhi confusi che cercano meccanicamente i colori delle fazioni dove non ce ne sono più. Indosso una camicia grigia, jeans azzurri, scarpe nere: abiti nuovi, che però nascondono i miei tatuaggi da Intrepido.
È impossibile cancellare le mie scelte.
Soprattutto queste.

PRIME IMPRESSIONI
Non vi sembrano poesia pura queste parole di Quattro? L’ho appena iniziato e già lo adoro.
Nonostante il mega spoiler, ho deciso lo stesso di riprendere in mano la storia di questi due intrepidi, perché un po’ mi mancavano (non lo riammetterò mai, ma sentivo la mancanza anche di quella squinternata di Tris).
Spero che in questo capitolo, Tris non si faccia odiare come in Insurgent. Altrimenti vado a casa della Roth e la riempio di insulti!
Per questo momento è tutto!
Con affetto,

C.

lunedì 12 maggio 2014

Le Letture di Cerrie #13 Insurgent di Veronica Roth


Ciao a tutti ragazzi e ragazze!
Oggi vi propongo la recensione di Insurgent, seguito di Divergent.
Devo ammettere che questo secondo capitolo non mi è piaciuto tanto quanto avevo sperato e il motivo è uno solo: Tris. Mi spiegherò meglio nella recensione!
Forse, dico forse, c’è qualche SPOILER!!!!
TRAMA
Una scelta può cambiare il destino di una persona… o annientarlo del tutto. Ma qualsiasi essa sia, le conseguenze vanno affrontate.
Mentre il mondo attorno a lei sta crollando, Tris cerca disperatamente di salvare tutti quelli che ama e se stessa, e di venire a patti con il dolore per la perdita dei suoi genitori e con l’orrore per quello che è stata costretta a fare.
La sua iniziazione avrebbe dovuto concludersi con una cerimonia per celebrare il proprio ingresso nella fazione degli intrepidi, ma invece di festeggiare la ragazza si è ritrovata coinvolta in un conflitto più grande di lei…
Ora che la guerra tra le fazioni incombe e segreti inconfessabili riemergono dal passato, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente, anche se questo potrebbe costare più di quanto sia pronta a sacrificare.
RECENSIONE
Forse mi sarà capitato di dire, all’inizio della lettura, quanto fosse bello anche questo secondo libro della saga.
E effettivamente all’inizio era proprio così: mi piaceva da matti, non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine (proprio come mi era capitato di fare con il primo).
Peccato che poi questa sensazione bellissima sia andata svanendo con il proseguire della narrazione; non dico che il libro mi abbia fatto vomitare (per non dire di peggio), ma non era neanche quello che mi aspettavo.
In particolare mi aspettavo una Tris diversa. Mi spiego meglio: la Tris che mi ero immaginata io era l’archetipo dell’eroina donna, forte, bella, che non ha paura di niente o meglio, che riesce a sconfiggere le proprie paure.
Invece la Tris descritta dalla Roth è completamente l’opposto di quello che mi sarei aspettata: una piagnona assurda, non passa capitolo che lei non versi litri e litri di lacrime per i motivi più disparati, vuoi per il pensiero di Will morto per colpa sua, vuoi per il pensiero che Christina non la perdonerà mai. Vuoi un sacco di cose. Questo è il primo motivo per cui l’ho odiata.
Il secondo. Questa Tris che compie un’infinità di missioni suicide (senza nessuno che la obbliga a farlo, anzi, Quattro continua a ripeterle di non andare, di farlo per lui.. insomma, chi riuscirebbe a dire di no a un cucciolone come lui!?!? Tris sei una stupida, Quattro vieni qui da me) con la scusa del “i miei genitori sono morti per me”, “devo rivendicare la morte dei miei genitori”, “finalmente potrò ricongiungermi ai miei genitori”. Se proprio vuoi suicidarti, non sarò di certo io l’ostacolo che ti separa dalla vita eterna, ma almeno non mettere a repentaglio la vita di altre persone.
Ecco, una mossa giusta l’ha fatta la signorina: ha deciso di consegnarsi alla Jeanine, per farsi che l’erudita faccia gli studi che vuole sul suo cervello e poi la uccida. Ovviamente, il giorno dell’esecuzione, la nostra TrisTezza ha un ripensamento: “nooo io non voglio morire, non ho mai voluto morire”, “la mia vita è importante”. Qui una domanda sorge spontanea: ma te ne sei accorta ora che la tua vita è importante?! No perché prima di compiere la missione suicida, il povero cristo del tuo fidanzato ti aveva fatto promettere di non fare stupidate, che lui ci tiene a te e che non voleva vederti morta.
Avrà avuto un’illuminazione divina, io non lo so. So solo che il povero Quattro si è fatto il diavolo a quattro (notare il gioco di parole xD) pur di salvarle il suo bel culetto.
Se dovessi continuare ad inveire contro la TrisTezza, finirei per spoilerarvi l’intero libro. Sarebbe un peccato per chi ancora non l’ha letto.
Comunque sia, protagonista femminile a parte, ci sono tanti elementi che ho apprezzato: primo fra tutti è Christina. Questa ragazza ha dimostrato una tale maturità nei confronti di Beatrice. È riuscita a perdonarle la morte di Will (a cui Tris ha sparato mentre era sotto simulazione), dopo le infinite lacrime versate da Tris.
Ecco lei è una Bad Ass.
Quattro. Come si fa a non apprezzarlo?! Un ragazzo così premuroso nei confronti della propria fidanzata, nonostante lei cerchi in tutti i modi di ammazzarsi. Egoista Tris.
Questo sant’uomo era sempre presente nel momento in cui Tris ne aveva più bisogno. È andato pure a salvarla dalle grinfie della Jeanine! Sposalo, fallo per me!!
Forse suona un po’ da psicopatica, ma mi è piaciuto molto anche il personaggio della Jeanine! Una vera villain, pazza, sociopatica, che fa esperimenti sulle persone per studiare il loro cervello! Suona molto come Dottor Jekyll e Mr Hyde.
Purtroppo, per colpa di TrisTezza, non posso dare il massimo dei voti a questo libro. Peccato perché il primo era stato davvero bellissimo e avrei sperato che anche questo fosse sulla stessa linea.

Per oggi è tutto ragazzi e ragazze!
Vi lascio con qualche citazione del libro, le frasi che più mi sono piaciute!
Buona serata a tutti!
Con affetto,
C.

“Preferisco farlo da sola” dico, stendendo la mano. Non permetterò mai più a un’altra persona di iniettarmi qualcosa, non dopo aver lasciato che Eric mi somministrasse il siero della simulazione dell’attacco, dopo il test finale. Non posso cambiare il contenuto della siringa solo perché lo faccio da sola, ma almeno – in questo modo – sono io lo strumento della mia distruzione.

Mi sento nuda. Non mi ero accorta di aver indossato i miei segreti come un’armatura finché non se ne sono andati, e ora tutti mi vedono per come sono veramente.
Grazie per la tua sincerità” dicono.
Ma Christina e Tobias non dicono niente.

“Perché ti eri rasata i capelli?”
“Per l’iniziazione. Adoro gli Intrepidi, ma gli Intrepidi maschi non prendono sul serio le ragazze durante l’iniziazione. Mi ero stufata, per cui ho pensato: se riesco ad avere un aspetto meno femminile, forse non mi guarderanno più in quel modo.”
“Avresti potuto sfruttare il fatto di essere sottovalutata.”
“Si e poi? Facevo finta di svenire ogni volta che mi trovavo in pericolo?” Alza gli occhi al cielo “Pensi che non abbia dignità o cosa?”
“Penso che uno degli errori più comuni fra gli intrepidi sia rifiutarsi di usare l’astuzia” dico “Non devi per forza sbatterlo in faccia alla gente quanto sei forte.” […]
Esco dall’ascensore prima di dire qualcosa di cui potrei pentirmi. Lynn perdona facilmente, ma altrettanto facilmente si infiamma, come la maggior parte degli intrepidi. Come me, del resto, tranne che per il “perdono facile”.

Gli scoppiettii dei proiettili riempiono l’aria, e tutti nel Pozzo cominciano a spararsi addosso, giovani e vecchi, dimenticandosi momentaneamente delle videocamere. Io corro giù per il canale, tra le grida e le risate. Squadre si formano e si disgregano, si allacciano alleanze, subito tradite in una generale guerra di tutti contro tutti.
Quando la battaglia si spegne, i miei vestiti sono tutti imbrattati. Decido di tenere la camicia per ricordarmi del motivo principale per cui ho scelto gli Intrepidi: non perché sono perfetti, ma perché sono vivi. Perché sono liberi.

Anche io ho già fatto un sacco di cose, ma questo non significa che ne sia capace.


Mi sono resa conto che le persone sono costituite da diversi strati di segreti. Credi di conoscerle, di capirle, ma le loro motivazioni ti sono sempre nascoste, seppellite nei loro cuori. E tu non le conoscerai mai, anche se a volte decidi semplicemente di fidarti.

lunedì 7 aprile 2014

LE LETTURE DI CERRIE #8 Divergent di Veronica Roth

                  
Ciao a tutti..
Ho avuto un sacco di difficoltà nello scrivere questa recensione: erano tante le cose che avevo da dire e non riuscivo a trovare le parole più adatte.. spero che quello che ne è uscito sia comprensibile..
TRAMA
Dopo la firma della grande pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l’amicizia per i Pacifici, l’altruismo per gli Abneganti e l’onestà per i Candidi.
Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l’unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c’è un solo tratto dominante, ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto – se reso pubblico – le costerebbe la vita.
Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l’addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere sospetti sulla sua Divergenza..
RECENSIONE
Devo ammetterlo: all’inizio questo libro non mi ispirava per niente, non accendeva nessun tipo di emozione, infatti pensavo fosse un po’ una brutta copia di Hunger Games.
Ho deciso di leggerlo quando, dopo l’ennesima recensione positiva che ho visto girovagando nella blogosfera, mi sono detta “se è piaciuto a così tante persone, un motivo ci sarà. Ordiniamolo in biblioteca”.
Nel giro di una settimana era tra le mie mani e già si stava scatenando qualcosa, peccato che prima di poterlo aprire avrei dovuto finire Il Richiamo del Cuculo: mi sono promessa di non iniziare mai due libri insieme (farei solo una grande confusione) nonostante l’eccitazione del momento. 
Così, il giorno stesso in cui ho finito di leggere il libro della Rowling, mi sono subito buttata a capofitto su Divergent: sono una persona molto orgogliosa e raramente ammetto di aver sbagliato, ma qui purtroppo devo abbassare la testa in segno di scuse (tutte per te Veronica Roth): questo libro è una cosa incredibile! L’ho adorato già dalle prime pagine; è uno di quei volumi dal quale non ti vorresti mai allontanare, lo porteresti sempre con te, lo leggeresti tutto d’un fiato per poi pentirtene amaramente.
È proprio questo che mi è successo: arrivavo a casa da scuola e la prima cosa a cui pensavo era il mio libro (della biblioteca), ma grazie ad un pizzico di forza di volontà mi forzavo a non toccarlo, non prima delle nove e mezza, altrimenti non avrei più studiato niente per l’esame.
Stamattina (anzi direi ieri mattina, visto che questo post verrà pubblicato con un giorno di ritardo) l’ho terminato e, giuro, ho provato la stessa sensazione che mi attanagliava ogni volta che terminavo uno dei libri della Saga: senso di vuoto, mancanza di qualcosa di vitale, rabbia nei confronti della Roth per aver inserito nell’opera momenti tanto drammatici, amore nei confronti della Roth per aver creato un altro plausibile fidanzato (si Quattro, sei proprio tu..).
Le vicende narrate in questo romanzo mi hanno catturata a tal punto da catapultarmi tra le vie di quella Chicago, molto diversa da quella che conosciamo noi oggi.
Mi sono recata a scuola insieme a Beatrice e Caleb, ho sopportato l’ansia il giorno del test attitudinale, per il quale Beatrice è risultata una Divergente, ho provato ad immaginarmi a compiere atti completamente altruistici, proprio come una vera Abnegante, ma tutto quello che ne ho ricavato è stato un “sono già tanto altruista quando lavoro gratis in ospedale, almeno a casa faccio l’egoista quanto voglio”. 
 Ho provato a pensare a cosa avrei scelto io, se fossi stata obbligata a dover decidere così il mio futuro: la scelta più ovvia per me, quella che mi avrebbe assicurato un futuro senza pericoli e senza problemi, sarebbe stata andare con i Pacifici; ma penso che, proprio come Beatrice, avrei optato per gli Intrepidi.. insomma.. potrei farmi tutti i tatuaggi che voglio e non essere guardata come un essere poco di buono!
Sarebbe il posto perfetto per me!
La parte più bella secondo me, quella che più ho adorato, è quella riguardante l’addestramento: gli iniziati trasfazione iniziano ad imparare le tecniche basi per il combattimento corpo a corpo. Tris purtroppo è la più minuta del gruppo, quindi durante le prime lotte a cui partecipa viene sconfitta quasi subito dal suo avversario.
Ma con i successivi consigli di Quattro (*.*) e la forza che pian piano inizia a crescere in lei, riesce a battere Molly, una ragazza molto molto corpulenta.
Ho adorato Christina, la sua ex fazione era quella dei Candidi, coloro che dicono sempre la verità. Questa ragazza diventa una grande amica di Tris, insieme a Will (Erudito) e Al (anche se questo ultimo personaggio, a causa di alcune scelte non esattamente giuste, si ritroverà a dover “lasciare” questa fazione). Tra questi ragazzi si instaura un legame di amicizia che pochi hanno la fortuna di condividere con altre persone: ognuno di loro farebbe qualunque cosa pur di difendere la vita degli altri.
Una parolina la dedico anche a mamma e papà Prior. Da una parte troviamo un trasfazione, che sostiene e accetta la scelta che ha fatto Beatrice, dall’altra troviamo un Abnegante, il quale non riesce a capacitarsi che la propria figlia stia per abbandonare il suo nido per volare via insieme ad una nuova famiglia, che la trasformerà in qualcosa di diverso, qualcosa che avrà poco niente degli ideali decantati dagli Abneganti. Anche se in Tris ci sarà sempre una piccola Beatrice vestita di grigio che reclamerà le sue attenzioni.
cioè, ma guardatelo!! A I U T O!
Ora, posso finalmente parlarvi di Quattro?? Chi di voi ha letto il libro/visto il film (si ho visto anche il film e l’ho apprezzato davvero moltissimo, non quanto il libro però!) capisce di cosa sto parlando: bicipiti ben definiti, addominali da paura, un sorriso che uccide e un tatuaggio da super macho che ricopre la schiena.
Ok lo ammetto: mi sono innamorata un’altra santissima volta. Devo smetterla di prendermi le sbandate per i personaggi dei libri, perché non sono veri e nessuno riuscirà mai ad eguagliare e nemmeno avvicinarsi alla loro perfezione! Morirò da sola, sommersa dai miei libri.
Scherzi a parte, il protagonista maschile è davvero ben riuscito: forte, bello, istruttore degli iniziati. Si innamora della piccola ragazza, non particolarmente bella, che dimostra di essere una micidiale arma a causa della sua mente che non può essere controllata.
Il rapporto che si instaura tra di loro è un po’ un clichè, ma l’ho adorato lo stesso.
Cosa non ho adorato di questo libro? Niente credo, se non il fatto di non averlo letto prima.
Ho adorato tutto. Forse l’unica nota un po’ stonata è Caleb, il fratello di Beatrice: a parte il fatto che decide di essere anche lui un trasfazione e che indaga su quello che accade all’interno del quartier generale degli eruditi, non mi ha colpita molto; diciamo che se fosse stato o meno presente, sicuramente non sarebbe stata la prima cosa a cui avrei fatto caso.
A parte questo minuscolo puntino nero, il libro è ben riuscito: al suo interno troviamo, in un equilibrio quasi perfetto, azione, drammaticità, romance e colpi di scena. Si viene così a creare un distopico davvero realistico, tanto da riuscire quasi a vederlo davanti ai propri occhi.
Complimenti alla signorina Roth per aver creato questo capolavoro. Ora sono in febbricitante attesa del seguito, che il mio amico Paolo mi presterà non appena avrà finito di leggerlo. Si amico, se te li abbiamo regalati per il compleanno ci sarà un motivo!
Spero di non avervi storditi con il mio fiume di parole, ma dovevo pur condividere il mio disagio con qualcuno.
Grazie per avermi ascoltata!
Con affetto,

C.