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mercoledì 10 dicembre 2014

INTO THE MOVIE #3 | IL CANTO DELLA RIVOLTA – parte 1


Buongiorno a tutti!
Lunedì scorso sono andata al cinema a vedere Il Canto della Rivolta part 1, quindi direi che è giunto il momento di una bella recensione!
TRAMA
Il fenomeno mondiale di Hunger Games torna ad illuminare l'oscurità con Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte I. Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) si trova ora nel Distretto 13 dopo aver annientato i giochi per sempre. Sotto la guida della Presidente Coin (Julianne Moore) e i consigli dei suoi fidati amici, Katniss spiega le sue ali in una battaglia per salvare Peeta (Josh Hutcherson) e un intero Paese incoraggiato dalla sua forza.
DATA USCITA: 20 novembre 2014
GENERE: Azione, Drammatico, Avventura
ANNO: 2014
REGIA: Francis Lawrence
SCENEGGIATURA: Danny Strong
ATTORI: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Julianne Moore, Philip Seymour Hoffman,Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Donald Sutherland, Toby Jones, Willow Shields, Sam Claflin, Jena Malone, Natalie Dormer, Mahershala Ali
VALUTAZIONE: ★★★★ (Exceeds Expectations)

IL MIO PENSIERO
Le mie aspettative nei confronti di questo film erano bassissime. Mi aspettavo qualcosa di estremamente noioso e in perfetta linea con il libro: la prima parte infatti vede come protagonista i pipponi mentali di Katniss che si crede la principessa sul pisello. Critica tutto e tutti, nonostante l’unica cosa che dovrebbe fare sia ringraziare quelle persone che le hanno dato un tetto sopra la testa. Si perché dopo essere stata prelevata dall’arena che lei stessa ha distrutto, viene condotta nel distretto 13, che si pensava non esistesse più. Qui è stata curata e viene dato vitto e alloggio a lei e alla sua famiglia. E qui una persona sana di mente non smetterebbe mai di ringraziare quelle persone tanto gentili che hanno assicurato la salvezza non solo per se stessa, ma anche a parte della popolazione del Distretto 12.
Nel film questo non succede. Diciamo che Jennifer Lawrence è stata tremendamente brava a lasciar da parte quelle che sono le malsane idee di Katniss a favore di una più sana collaborazione con la Coin.
La Katniss del libro non aveva assolutamente capito che Rivoluzione = Guerra. Per forza di cose. non si può pretendere di far prevalere i propri ideali solo tramite una comunicazione pacifica. Il migliore dei modi è quello di utilizzare gli stessi mezzi impiegati da Capitol City: un’informazione corrotta e la violenza.
Qui è molto ben delineata la propaganda politica intrapresa dalla Coin che fa di tutto per mettere in mostra Katniss e far capire agli abitanti dei vari distretti quanto sia corrotta la gente che abita a Capitol City. 
La parte dei Pass Pro la ritroviamo anche nel libro, solo che è messa in ombra dal punto di vista di Katniss che si preoccupa solamente di criticare chi la accolta e di inveire contro le persone che producono armi. Oltre che piangere per Peeta: io speravo vivamente morisse nella prima arena. È un personaggio che non sopporto. Il suo unico ruolo è quello di amare Katniss e basta.
La Katniss del grande schermo mi è sembrata molto più simile a quella dei primi due libri: il suo pensiero principale era “uccidi o sarai uccisa”. Il suo coraggio era dettato dalle necessità: se vuoi uscire viva dall’arena allora devi combattere.
Mi è piaciuto molto Gale. Nonostante tutti dicano che sia inutile, secondo me è uno dei personaggi meglio caratterizzati di tutti e tre i libri e che mantiene coerenti le sue idee nel corso della storia. Mi è piaciuta molto la parte in cui racconta di come ha salvato parte della popolazione del Distretto 12: abbiamo potuto vedere attraverso quel giubbotto antiproiettile e avere una panoramica più dettagliata di chi è veramente Gale. Un uomo, divenuto tale troppo in fretta, che ha conosciuto gli orrori di Capitol sottoforma di sfruttamento lavorativo e ha visto morire della gente a causa dei bombardamenti. Secondo me, lui ricalca perfettamente l’immagine del rivoluzionario ideale. Colui che farebbe di tutto per far prevalere i suoi ideali, colui che si mette a disposizione della Coin e si adopera per produrre armamenti e quant’altro.
Lui è la vera ghiandaia. Katniss dovrebbe prendere spunto da lui e da come si comporta, piuttosto che criticarlo per il fatto che produce armi. Ma meno male che c’è lui che lo fa. Se ancora non l’avessi capito, siamo in guerra, contro Capitol City, che per anni è stata rifornita di ogni genere di supplemento, che ha sfruttato la forza lavoro dei distretti per arricchirsi e per vivere nel lusso, lasciando il resto della popolazione a bocca asciutta e senza la certezza di arrivare a fine giornata. La stessa Capitol che ha costretto dei ragazzi a combattere fino all’ultimo sangue per 75 anni. E tu, Katniss di cosa ti preoccupi? Del tuo entourage che è stato fatto prigioniero dal distretto 13. Il tuo pensiero è quello. Salvare le persone che ti hanno imbellettata per farti apparire desiderabile di fronte agli occhi di milioni di persone e ti hanno venduta alla città come se fossi un pezzo di carne del macellaio. Come direbbe Ron Weasley “qualcuno deve rivedere le sue priorità”.
Per fortuna questa parte nel film è stata tolta. Se ci fosse stata, credo sarei uscita dalla sala con il miglior sguardo da indignata.
Come ho già detto prima, nel film è stato dato maggior spazio alla propaganda politica: i pass pro realizzati da Cressida e dalla sua troupe mettono davanti agli occhi delle persone la nuda e cruda realtà: Capitol City bombarda un ospedale di convenienza tentando di uccidere la ghiandaia. Questo è un buon mezzo per far capire alle persone degli altri distretti, chi sia il vero nemico e contro chi devono combattere. La rivoluzione sarà contro Capitol e i suoi strumenti di manipolazione, contro il suo modo di sottomettere e di sfruttare i distretti, contro la sua falsa informazione e contro le sue modalità per mantenere l’ordine.
Vorrei spendere due parole anche per Finnick: nel film non si è praticamente visto. Mi è piaciuta molto la scena in cui rivede Annie. Credo sia una delle mie preferite di tutto il film, oltre a quella in cui Katniss e Gale, in sincronismo perfetto, scagliano la freccia contro i due Overcraft e li abbattono. Io sono una patita delle scene d’azione e quella mi è piaciuta davvero tanto.
Parlando invece della suddivisione in due parti. È palesemente una scelta di mercato per fare più soldi. Volendo questo film poteva essere fatto in un’unica pellicola: in primis perché comunque il libro non è lungo (a differenza di un Harry Potter e i doni della morte, nel quale ogni passaggio è fondamentale per comprenderne la fine) e alcune parti potevano essere benissimo saltate, o comunque abbreviate, e secondariamente perché così tutti saremmo stati più contenti senza la prospettiva di dover aspettare un anno per vedere la seconda parte di un film, che peraltro, è già stata girata.
In conclusione, posso dire che questo film ha superato le mie aspettative. Sicuramente mi è piaciuto più del libro (se potessi lo cancellerei e trasformerei la trilogia in duologia! xD): l’ho trovato noioso, a tratti avrei voluto uccidere Katniss e in più la Collins ha banalizzato un concetto secondo me fondamentale. La rivoluzione si rende necessaria nel momento in cui ci si trova di fronte ad un sistema che non permette alla società di svilupparsi, anzi la sottomette e ne sfrutta la forza per arricchirsi maggiormente. Tutto questo condito da un’informazione distorta, la realtà che viene venduta non è quella reale, ma fittizia, creata dalle alte sfere in modo da controllare il resto della popolazione. E su questo doveva basarsi la rivolta: il fatto che, grazie a Katniss, la gente si sia resa conto che il modo di governare di Snow era malato e dettato dalla sete di potere e controllo. Il messaggio doveva essere quello che da una piccola fiamma può scaturire un incendio in grado di divampare anche ai piani alti della gerarchia e far crollare l’intera struttura che si è creata con il passare degli anni. Invece no. Con il gesto di Katniss (uccidere la Coin) invece si ridicolizza tutto questo discorso a favore di un “la guerra è brutta e tutti sono cattivi”. L’ho trovato davvero bambinesco e ha sminuito quello che doveva essere il vero concetto su cui fondare l’intero romanzo. 
Anche per oggi è tutto!
Con affetto,
C.

domenica 16 novembre 2014

INTO THE MOVIE #2 | MALEFICENT


Buona domenica a tutti!
Oggi probabilmente non sarò a casa, ma vi lascio comunque un bel post da leggere e con cui potrò farvi compagnia in questa fredda domenica di novembre.
Voglio parlarvi di un film che ho visto un paio di settimane fa: dal titolo avrete dedotto che si tratta di Maleficent. È uscito parecchio tempo fa, ma purtroppo non ero riuscita a vederlo al cinema, quindi ho aspettato l’uscita del DVD per vedermelo a casa comodamente sdraiata a letto!
Vi avviso che potrebbero esserci degli SPOILER, quindi se non avete ancora visto il film, ma avete intenzione di farlo, vi consiglio di non leggere questo post! 
Vi lascio al mio pensiero!

Poster
TRAMA: La rilettura della Bella Addormentata dal punto di vista della cattiva, Malefica. Una bella e giovane donna dal cuore puro con impresssionanti ali nere, Malefica vive una vita idilliaca immersa nella pace della foresta del regno, fino a quando, un giorno, un esercito di invasori umani minaccia l'armonia di quei luoghi. Malefica diventa la più fiera protettrice delle sue terre, ma rimane vittima di uno spietato tradimento, ed è a questo punto che il suo cuore comincia a tramutarsi un pietra. Decisa a vendicarsi, Malefica affronta una battaglia epica con il re degli umani e, alla fine, lancia una maledizione contro la piccola Aurora. Quando la bambina cresce, Malefica capisce che Aurora rappresenta la chiave per farle trovare la vera felcità e riportare la pace nel regno.

Data uscita: 28 maggio 2014
Genere: Fantasy
Anno: 2014
Regia: Robert Stromberg
Sceneggiatura: Linda Woolverton, Paul Dini
Attori: Angelina Jolie, Elle Fanning, Juno Temple, India Eisley, Sharlto Copley, Sam Riley, Imelda Staunton, Lesley Manville, Kenneth Cranham

IL MIO PENSIERO
Da piccola avrò visto si e no due volte il cartone de la bella addormentata nel bosco. Malefica mi faceva paura. Soprattutto quando si trasformava in drago sputa fuoco e cercava di uccidere il Principe Filippo.
Quella Malefica non aveva un briciolo di bontà nel suo cuore; la cattiveria le scorreva nelle vene senza alcun apparente motivo.
Questo motivo ci viene rivelato in questo nuovo film. Malefica, nome che possiede fin da quando è piccola, è una fata protettrice della natura, una creatura semi divina che protegge gli esseri viventi che abitano nella brughiera, proteggendoli dal mondo esterno.
È forte, bella e sa volare. Le sue ali enormi le permettono di librarsi in cielo, più in alto delle nuvole.
Un giorno, la piccola Malefica, incontra un giovane ragazzo, Stefano. I due diventano subito amici e lei gli presenta gli abitanti della brughiera. Tuttavia non sa che il suo amico proviene dal palazzo del re, che prova un odio spropositato nei confronti delle fate e di tutti gli esseri viventi che abitano nella brughiera: tra i due popoli è stato stretto un tacito accordo in cui le due parti si impegnano a non provocare danni all’altra. È così che han vissuto in pace e tranquillità, finché il re stesso non decide di attaccare la brughiera e uccidere i suoi abitanti. Malefica, ormai cresciuta, riesce a fermare l’avanzata. Re Enrico ormai vede questa grande e potente fata come una minaccia. Sul punto di morte, decide di assegnare la corona al soggetto che riuscirà ad uccidera. Stefano riesce a riavvicinarsi a Malefica e, dopo averle somministrato dell'acqua alla quale era stato aggiunto un narcotico, tenta di ucciderla ma, non riuscendoci, decide di portare come segno della caduta di questa potente fata le sue ali. Tramite una catenina di ferro gliele strappa, portandole a palazzo al cospetto del Re. Malefica si vede privata della parte più importante di sé, quella parte che la faceva sentire forte e bella.
Un amore tradito per la smania di potere. Questo sarà il movente che porterà Malefica a scagliare la maledizione sulla piccola Aurora, figlia del nuovo re Stefano. Aurora, al compimento del suo sedicesimo compleanno, cadrà in un sonno profondo simile alla morte, dopo essersi punta con il fuso di un arcolaio.
La bambina viene affidata alle cure di tre fatine un po’ maldestre e Malefica, che vedendo crescere la piccola, inizia a volerle bene e a correggere tutti gli sbagli commessi dalle sue tre zie.
Questo film mi è piaciuto molto. Oltre ad aver passato un piacevolissimo sabato sera, mi ha anche fatto ricredere sui miei pregiudizi nei confronti dei villains.
Quando siamo piccoli, ci propinano le fiabe rivisitate dalla Disney in cui traspare chiaro il messaggio che il personaggio buono, rimane buono fino alla fine, mentre il cattivo, che è così perché è nato in questo modo, fa una brutta fine.
Sembra appunto che siano stati creati come antitesi al personaggio principale. In Biancaneve, la strega cattiva la vuole morta perché Biancaneve stessa diventerà più bella di lei; ne Il Re Leone, Scar uccide Mufasa perché vuole usurpare il suo posto di sovrano della savana.
Insomma, il fine ultimo di ogni cattivo è quello di prendere il posto del protagonista e, alla fine, perirà poiché il buono vince sempre.
Questo è quanto ci è sempre stato rifilato da bambini.
Tuttavia, crescendo, giungiamo alla conclusione che la vita non sia esattamente così facile.
In questo re-make scopriamo che dietro la cattiveria di Malefica alberga un torto che le è stato fatto. Il tradimento l’ha portata a disprezzare qualsiasi tipo di relazione umana. Non a caso l’unico compagno che ha è Fosco, un corvo che lei trasforma a piacimento.
È convinta che il vero amore non esista, quindi scaglia la maledizione su Aurora con la consapevolezza che nessun soggetto potrà mai svegliarla dal suo sonno con un bacio.
Con il proseguire della storia, lei stessa scoprirà che il vero amore non si instaura solamente tra uomo e donna. Malefica stessa si renderà conto di amare quella creaturina che lei ha condannato ad un sonno simile alla morte. Cerca addirittura di annullare il suo sortilegio ma, come lei ha detto, nessuna magia umana potrà cancellarlo.
Alla fine, sarà proprio il bacio di Malefica a risvegliare la giovane Aurora dal suo sonno. Malefica che aveva iniziato ad amare la piccola proprio come una figlia, proteggendola e facendole conoscere tutte le creature che abitano la Brughiera.
Re Stefano verrà sconfitto e Aurora diventerà la regina del castello e della brughiera stessa.
Ho adorato questo film. Oltre ad essere ben fatto (le ambientazioni sono spettacolari, soprattutto la brughiera), gli attori sono stati davvero bravi ad interpretare i diversi ruoli.
Angelina Jolie mi è piaciuta moltissimo nei panni di Malefica. È riuscita a passare dalla dolce fata protettrice della natura ad una strega spietata ferita dall’amore. Ho deciso di assegnargli quattro stelline e mezzo.
★★★★ ½  
- Exceeds Expectations. –

Consiglio a tutti di vedere questo film. Se avete apprezzato il film della Disney non potete perdervi la storia di Malefica. Vi farà ricredere su ogni villain che avete conosciuto durante l’infanzia!
Per oggi è tutto!
Buona domenica a tutti!
Con affetto,
C.

domenica 19 ottobre 2014

INTO THE MOVIE #1 | THE MAZE RUNNER


Buona domenica a tutti!
In questa giornata soleggiata di metà ottobre, vorrei inaugurare una nuova rubrica che, come potete ben vedere dal titolo, tratterà di film.
In particolare oggi vi vorrei parlare di The Maze Runner, trasposizione cinematografica del famosissimo libro di James Dashner, con cui vi ho stressato fino all’esaurimento nervoso.
Vi avviso già che potrebbero esserci degli SPOILER, quindi se non avete visto il film o letto il libro e non volete rovinarvi la sorpresa, vi consiglio di non leggere questo post! 

PosterTRAMA: Basato sul celebre best seller, Maze Runner è ambientato in un mondo post-apocalittico, nel quale Thomas è rinchiuso in una comunità di ragazzi, dopo che la sua memoria è stata cancellata. Dopo aver scoperto di essere rinchiusi in un labirinto, Thomas si unirà ai suoi amici "runners" non solo per scappare dal labirinto, ma anche per risolvere il mistero e svelare il segreto su chi li ha portati lì, e perché.

Data di uscita: 08 ottobre 2014
Genere: Fantascienza, Thriller, Mystery
Anno: 2014
Regia: Wes Ball
Sceneggiatura: James Dashner, Noah Oppenheim

Attori: Thomas Sangster, Kaya Scodelario, Dylan O'Brien, Will Poulter, Patricia Clarkson, Chris Sheffield, Ki Hong Lee, Aml Ameen, Jacob Latimore



IL MIO PENSIERO
Allora. Obiettivamente il film è davvero ben prodotto (nonostante i pochi fondi stanziati): le ambientazioni sono abbastanza fedeli alle descrizioni del libro e gli attori sono stati davvero bravi nell’interpretare i personaggi.
Tuttavia, ci sono molte cose che mi hanno lasciato un po’ di amaro in bocca.
Prima di tutto sono state fatte molte variazioni rispetto al libro, alcune magari anche accettabili, altre proprio no: Thomas arriva nella Radura trasportato dalla scatola e non si ricorda nemmeno il suo nome; già qui abbiamo una prima discordanza con il libro, in cui il narratore ci presenta subito il protagonista con il suo nome di battesimo (o quello affibiatogli dai creatori).
Viene fatto uscire da Gally, un pacifico e amichevole Gally. No. Questo personaggio me lo immaginavo uno stronzo da far paura, un soggetto molto burbero e cattivo. Invece no. Nel film, anzi, da addirittura il benvenuto a Thomas nella Radura.
È stata aggiunta una parte in cui Gally sfida Thomas ad una gara di lotta: Gally ad una prima occhiata sembra imbattibile, poi Thomas riesce ad atterrarlo, ma finisce lui stesso con il schiantarsi per terra e battere la testa anche lui. E così, magicamente, si ricorda il suo nome.
La mutazione. L’hanno trattata in modo completamente diverso. Qui viene intesa come il processo che attraversano coloro che sono punti dai dolenti. Invece Dashner la descrive come quel momento successivo alla somministrazione del siero anti-dolente che fa ricordare parti significative del proprio passato. Ecco questa parte del siero proprio non esiste. O meglio c’è ma non viene per niente spiegato.
Teresa, dopo che si è risvegliata dal coma, in una tasca dei suoi pantaloni trova due fiale di non si sa che cosa perché non ci viene detto, e Thomas, giustamente, decide di provare quella specie di farmaco su Alby, che nel frattempo era stato punto dal dolente. Cioè fatemi capire. Una ragazza si ritrova una siringa contenente un liquido misterioso in una tasca e tu decidi di iniettarlo al tuo amico, nonché capo, perché speri che possa fare effetto e fermare la diffusione del veleno del dolente? Ecco secondo me, questo fatto non sta in piedi. Va bene che sarebbe comunque morto, ma lo trovo lo stesso un comportamento azzardato. E se quella sostanza l’avesse trasformato in un dolente o in una qualsiasi altra creatura demoniaca?!
Ci fosse stata una minima introduzione a quella fiala e al suo contenuto, allora avrei anche potuto accettarlo, ma messa li così a caso giusto perché serviva, proprio no. Poi ovviamente le fiale sono due, e chi ha letto il libro può ben immaginare a cosa serva l’altra. Ma ci arriviamo con calma.
Gally, nella versione di Dashner, era stato punto da un dolente quindi, per salvarlo, gli era stato somministrato il siero e aveva subito la mutazione. Infatti, aveva dei vaghi ricordi riguardo a Thomas e al suo coinvolgimento nella creazione del Labirinto: per questo motivo lo odiava e non poteva sopportare la sua presenza.
Nel film tutta questa parte è stata tolta. L’odio che Gally proverà per Thomas è un processo graduale. Lo accuserà di essere arrivato nella Radura, aver trasgredito alle regole che loro rispettano da tre anni e di aver anche provocato l’apertura delle porte del Labirinto.
Diciamo che come ragionamento potrebbe anche starci, ma non è per niente fedele a quanto viene descritto nel libro.
Le ambientazioni sono quelle che si avvicinano di più a come me le ero immaginate, leggendo le descrizioni di Dashner, tranne forse il Casolare.
Io me l’ero disegnata come una vera e propria abitazione, con delle mura abbastanza solide nonostante fossero di legno. Invece no. È una struttura che appena la si vede si pensa che “no, non reggerà mai”. Infatti, al primo dolente che attacca la radura, viene ridotta ad un cumulo di bastoncini rotti.
Il Labirinto è forse la struttura più fedele al libro. Immenso, con delle mura altissime, l’edera che si arrampica e i dolenti che vagano tra i corridoi. Manca solo un particolare. La Scarpata. Io ero davvero curiosa di vedere come avrebbero fatto a creare questo particolare. Ecco, non l’hanno fatto. L’hanno semplicemente tolto.
Non viene detto niente riguardo all’organizzazione dei Radurai. Era davvero interessante vedere la loro distribuzione dei compiti.  
Non viene dato nemmeno spazio al rapporto tra Thomas e Chuck che secondo me era una delle parti più belle del libro.
Di Newt sappiamo solo il nome e di Alby ci viene detto solamente che è il primo arrivato. Nessuna caratterizzazione ulteriore dei personaggi. Non ci viene detto che ruolo hanno all’interno della loro “società”: l’unica cosa che sappiamo è che Alby è il capo e Newt il suo secondo.
Tutta la storia di Newt, e del suo essere stato un velocista non è stata nemmeno accennata. Tuttavia l’attore ha interpretato davvero bene questo personaggio che è diventato uno dei miei preferiti.
Minho è un altro personaggio a cui è stato dato poco spazio. Però fondamentalmente la sua parte nel libro riguarda solo il suo essere l’intendente dei velocisti e l’addestrare Thomas a diventare uno di loro. È stata sviluppata abbastanza bene la sua amicizia con Thomas, come nel romanzo. Li vediamo che esplorano insieme il Labirinto. Li vediamo salvare Alby dai dolenti e ucciderne addirittura uno (spiaccicato dalle mura della sezione che si stava chiudendo). Questa parte mi è piaciuta molto.
Ora arriva la parte per cui sono rimasta più delusa. Le mappe. Dove sono?! Perché sono state tolte?! Perché non c’è nessun accenno al codice?! Thomas aveva un ruolo fondamentale in questo e gli è stato tolto. E Teresa. Questo personaggio è stato inutile. Non ha avuto nessun ruolo nel trovare la via di uscita. Ho fatto fatica ad apprezzare l’attrice, ma alla fine la colpa non è sua. Il suo personaggio non aveva alcuno scopo, non ha aiutato a trovare la via di fuga, come avveniva nel romanzo di Dashner, in cui lei e gli altri si impegnavano nella sovrapposizione delle mappe per trovare il codice.
La parte delle mappe secondo me era una delle più intriganti e coinvolgenti di tutto il libro ed è stata tolta. Grazie signor regista.
Esse sono state sostituite da un modellino in scala del labirinto. Minho ci spiega che le sezioni si aprono alternativamente e qui anche un neonato capirebbe quale codice serve per aprire la porta ed uscire.
 La chiave per uscire è un pezzo del dolente che Thomas, Minho e altri, recuperano una volta ritornati nella sezione sette per esplorarla. Utilizzano infatti questa parte del dolente per aprire delle porte e arrivare alla zona dove andrà inserito il codice. Ottimo lavoro di fantasia.
Le porte rimangono aperte e i dolenti vengono programmati in modo da rapire un raduraio al giorno tutti i giorni. Ecco no. dimenticate pure tutto questo. I Dolenti arrivano nella Radura e distruggono e uccidono qualsiasi cosa e qualsiasi persona si trovi sul loro cammino. Il sacrificio di Alby? Non esiste. Viene semplicemente rapito e ucciso.
Eccolo qui! il bellissimo modellino del Labirinto!
Anche Chuck stava per essere punto, ma riescono a distruggere il braccio meccanico del dolente e a mantenere intatto il serbatoio contenente il loro veleno. Ora potete immaginare che cosa se ne fa Thomas di questo veleno. Si avete immaginato bene. Se lo inietta di sua spontanea volontà, così sono costretti ad utilizzare l’ultima fiala rimasta di siero e lui riesce a ricordare chi li ha mandati lì e il suo ruolo in tutto questo.
Bene, siamo arrivati alla fine delle castronerie inventate. Invece no. Non c’è mai fine alla fantasia.
Vi ricordate di Gally? Chi ha letto il libro saprà che si fa rapire dai dolenti e viene portato nella loro tana, attraverso la scarpata (ha capito signor Ball, LA SCARPATA!!!!!!). Invece qui no. I radurai che riescono a raggiungere l’uscita si vedono comparire Gally dietro di loro, proprio nel momento in cui stanno per andarsene.
Gally tiene in mano lo stesso pezzo di dolente che hanno usato i nostri personaggi per uscire. E ora qui mi sorgono spontanee alcune domande. Come faceva a sapere dove andare? Come poteva essere al corrente della strada per raggiungere la sezione sette, se non ci era mai stato? Solo i velocisti conoscono i vari corridoi del Labirinto visto che, come ci ha ripetuto più e più volte lo stesso Gally, agli altri radurai non era permesso né entrare nel Labirinto, né entrare nel luogo dove i Velocisti tenevano le mappe (in questo caso il modellino). Inoltre. Come faceva a sapere il codice per sbloccare la porta? ha selezionato dei numeri a caso e per pura fortuna ha indovinato la combinazione esatta? Questa, secondo me è la parte più assurda di tutto il film.
Poi, caro Ball, hai inventato cose assurde, hai cambiato moltissimi elementi fondamentali, perché allora non hai lasciato in vita il mio povero Chuck?! Perché?! Già che c’eri, scusa.
Questa sono io, che me ne vado dal cinema. xD
Dopo questo delirio di 1638 parole, su cosa ne penso di questo film è giunto il momento della valutazione.
Mi dispiace ma non posso assegnargli più di due stelline e mezzo.
★★ ½
- poor-  
Avevo davvero delle grandi aspettative nei confronti di questo film. I contenuti erano davvero interessanti da vedere sul grande schermo, peccato che quelli più intriganti non siano stati trattati o addirittura cambiati.
Gli attori comunque sono stati bravissimi. Dylan è riuscito a staccarsi dal suo Stiles per trasformarsi un personaggio completamente diverso, con caratteristiche diverse. Ha dimostrato di essere un grande attore.
L’unica attrice che non mi ha convinta è stata Kaya. Però forse è colpa del regista che ha tolto l’unica parte in cui lei aveva un ruolo fondamentale. A no scusate. Qui svolge una parte fondamentale. Chi avrebbe salvato Alby dai dolenti se lei non si fosse trovata magicamente in una tasca le due fiale di siero?! Giuro, quando ho visto quelle due dannatissime fiale, sono rimasta senza parole. Mi sono girata verso la mia amica, che ha letto il libro, e ci siamo fatte una grassa risata (per non piangere per tutte le cavolate inventate). 
Scusatemi per il fiume di parole, ma avevo tanto da dire. 
Alla fine per chi non ha letto il libro potrebbe anche essere un film davvero avvincente!
Per ora vi saluto!
Buona giornata a tutti!!
Con affetto,
C.